Quantunque la bontà del Signore sia tanto grande, da far gustare talvolta la dolcezza della sua Divinità alle anime che lo servono, con le grazie e i fa­vori che loro accorda, da parte nostra però non si debbono mai dimenticare le amarezze, i disprezzi e i dolori che Egli soffri per noi nella sua Sacrosanta Uma­nità. Così fece il glorioso S. Nicola da Tolentino, di cui la Chiesa fa oggi solenne commemorazione. Dopo aver rinunziato con perfetta mortificazione al mondo e a se stesso ed essersi crocifisso con Cristo, nel sentire avvicinare l’ora della sua morte, si fece portare il legno della Santa Croce, e, vedendolo esclamò: “O buona Croce, tanto desiderata!… Ti saluto, Croce preziosa, sulla quale passerò il mare del mondo, per arrivare al porto dell’eternità.” E davvero, per mettere in sicuro la nostra eterna salvezza non vi è miglior mezzo della croce, santamente portata in questa misera vita.

San Francesco di Sales, Serm. famil.

Il 10 settembre 1597 San Francesco di Sales si disponeva alla cerimonia di chiusa della solenne esposizione delle Quarantore in Annemasse, quando, con molto piacere, si vide obbli­gato di ritardarla per l’arrivo di una processione di circa 700 convertiti del circondario di Ternier, i quali, animati da zelo e devozione ammirabili, volevano partecipare alle benedizioni di quei giorni di grazia. Il Santo terminava allora di predicare, perciò il Padre Cherubino, Cappuccino, tenne il sermone ai nuovi arrivati, e con lo zelo ardentissimo per la fede cattolica che lo distingueva, fervorosamente dimostrò come i Ministri cerca­vano ingannarli, nascondendo ad essi la semplicità delle sante verità della fede:  per concludere poi fece noto a tutti che l’illu­stre Prevosto Francesco di Sales e quanti s’affaticavano con lui nello Chablais per la conversione delle anime, erano pronti e disposti a sostenere pubblicamente la loro fede e le sante verità che insegnavano da parte della Chiesa cattolica. Così ebbero termine le grandi cerimonie delle Quarantore e dell’esaltazione della Croce alle porte di Ginevra: circa 8000 persone assisterono a questo doppio trionfo della fede cattolica, riportandone i più copiosi frutti spirituali: gli stessi eretici ne furono commossi e, con le lagrime agli occhi, ripetevano: “Vera­mente il dito di Dio è qui, poiché non abbiamo mai visto nulla di somigliante!”

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