Mio Dio! Presto saremo nell’eternità e ve­dremo quanto poca cosa sono tutti i negozi di questo mondo, e quanto poco importava che si trattassero o no; e adesso ci mettiamo in angustia, come se fossero grandi cose! Quando eravamo bambini, con quanta atten­zione radunavamo pezzettini di legno, sassolini e fango per fabbricare casette, e se qualcuno ce le faceva ca­dere, piangevamo; ma adesso comprendiamo bene che tutto quello importava poco.  Lo stesso faremo un giorno in Paradiso, quando vedremo che i nostri affari del mondo altro non erano che puerilità. Maneggiate fedel­mente i vostri affari, ma sappiate che non avete affare più degno ed importante di quello che riguarda la vo­stra salvezza eterna e la perfezione dell’anima vostra.

San Francesco di Sales, Lett. spirit.

Il 16 agosto 1606, dopo aver passato il giorno precedente nel confessare e predicare in onore della gloriosa Vergine Maria, San Francesco di Sales riprese il giro della sua visita pastorale dalla chiesa di S. Cristoforo de Morillon, dove sermoneggiò in onore di S. Cristoforo e di S. Giacinto. Parlò della tradizione che, negli antichi dipinti, ci presenta S. Cristoforo col Bam­bino Gesù sulle spalle, e della storia che narra il miracolo con cui S. Giacinto salvò dalla profanazione il  SS. Sacramento e un’immagine in marmo della Madonna, portando l’uno e l’altra in mano, cosa che, senza intervento soprannaturale, non avrebbe potuto fare. Da tutto questo il pio Prelato trasse bellissime con­clusioni morali, per insegnare al suo popolo il culto, la venera­zione e l’amore che ogni figlio della Chiesa deve avere a Gesù Cristo e alla Madre sua, della quale, con sommo giubilo del suo cuore, predicò in quell’anno tutta la gloriosa e trionfante ottava nelle varie parrocchie da lui visitate.

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