Si dice volgarmente che qual è stata la vita, tale sarà la morte. Di che morte pensate voi che morisse la SS. Vergine, se non della morte d’amore?… Nella sua vita non si narrano rapimenti ed estasi, per­ché fu un continuo rapimento d’ardentissima carità. Ora, giunto il momento di lasciare questa misera terra, l’a­more fece la separazione dell’anima dal corpo; e sic­come in lei non si trovava nulla di quello che a noi impedisce il possesso della gloria, l’anima sua, adorna d’impareggiabile purezza e beltà, si slanciò al Cielo, subito dopo la morte.

S. Francesco di Sales, Serm. Famil.

Il 13 agosto 1603 S. Francesco di Sales ricevette a Gex l’abiura di parecchi eretici del seguito del Duca di Bellegarde e di altri di quella provincia, e predicò con grandissimo zelo apostolico; indignati i Ministri protestanti decisero annientarlo nell’opinione del pubblico, o disfarsene addirittura. Per la loro ignoranza, non osarono attaccarlo in dispute a viso aperto; e, per ragioni di Stato, non ardirono – nuovi Farisei – met­tergli le mani addosso; cercarono perciò di guadagnare alla loro causa qualcuno della casa dove il Santo alloggiava, per farlo avvelenare. Non si sa come, egli ne fu segretamente avvertito e poté prendere un contravveleno; tuttavia, per non compromet­tere gli affari della religione in quel momento decisivo, volle tener celato l’accaduto, dicendo: “Ci troviamo qui in una chiesa nascente, Gesù Cristo ha voluto avvertirci di questo attentato e del rimedio opportuno, che vogliamo di più? Col sacro segno della Croce e con fede viva nel Signore, credo e spero che le cose più mortifere e velenose non ci nuoceranno.” I suoi familiari ne avvisarono i medici, i quali dai disturbi e dal vo­mito che lo afflissero capirono trattarsi di vero avvelenamento, ma il Servo di Dio, sempre per non intralciare gl’interessi della religione cattolica, impose silenzio a tutti, e fatto voto di recarsi a piedi a Nostra Signora della Compassione a Tonone, felice­mente guarì.

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