Volete sapere con quale amore dovete amare il prossimo? Con lo stesso amore con cui Dio ci ama; bisogna attingere quest’amore dal seno di Gesù, onde sia puro, fermo, sodo, costante e invariabile e, senza attaccarsi alla qualità e fortuna delle persone, veda solo nel prossimo l’immagine di Dio, che tutti portiamo: così, incontrando nel prossimo qualche cosa contraria ai nostri desideri, il nostro amore non verrà mai meno.

S. Francesco di Sales, Serm. famil.

Il 5 ottobre 1598, terminata la devozione del secondo turno delle Quarantore a Tonone, il Duca di Savoia accordò udienza agli ambasciatori di Berna, Friburgo e Ginevra, e siccome doveva trattarsi del definitivo ristabilimento della religione in quelle contrade, comandò a Francesco di Sales di trovarsi presente. La cosa è accennata dallo stesso Santo in una lettera: “Il Cardinal Legato della Santa Sede credeva partire subito – egli scrive – ma fu santamente costretto di restare per vari altri giorni: vide così parecchie migliaia di convertiti, a molti dei quali diede egli stesso l’assoluzione; gli altri volle che fossero assolti dal Vescovo e da me… con tanta affluenza di penitenti, era necessario vi fosse sempre qualcuno pronto per ricevere le pecorelle smarrite che rientravano nell’ovile di Gesù Cristo…” E, dopo una lunga enumerazione di affari, il Santo conclude con le parole seguenti: “Davvero dobbiamo render gloria a Dio, sommo motore di tutte le cose; Egli ha avuto talmente in mano il cuore del nostro Principe, da renderlo prezioso strumento per la conversione di molti, mediante le particolari esortazioni da lui fatte a tanti che sembravano le più forti colonne dell’eresia, e per ogni sorta di altre opere buone, pubbliche e private, fra le quali le patenti rilasciate in questo stesso giorno, 5 ottobre 1598, che regolano le rendite in alcune parrocchie e provvedono al sollievo dei convertiti poveri.”

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