Il peccato veniale, benchè veniale, non lascia di esser peccato, onde dispiace all’amor di Dio come cosa contraria alle sue operazioni, al suo progresso e anche alla sua intenzione, la quale, volendo che si ri­feriscano a Dio tutte le nostre operazioni, è violata dal peccato veniale che dirige quelle con cui lo commettiamo, se non precisamente contro Dio, almeno lontane da Dio e dalla carità, la quale così rimane ferita dagli effetti del peccato.

S.  Francesco di Sales, Teot. P. 1, Lib. 4, Cap. 2.

Il 2 ottobre 1598 S. Francesco di Sales, continuando ad oc­cuparsi del felice successo delle Quarantore, passò buona parte della notte a sentire le confessioni di parecchi Signori e distinti personaggi delle due Corti del Cardinal Legato e del Duca, che desideravano confessarsi da lui per disporsi alla Comunione ge­nerale del mattino seguente: tutti  si comunicarono col Duca e la giornata intera si passò con grande devozione: verso sera, i Confratelli del SS. Sacramento, istituiti dal santo Prevosto. Si presentarono vestiti di bianco per portare processionalmente una grande e pesante Croce, fatta costruire dal santo Apostolo per piantarla nel centro della città, dove gli eretici l’avevano ab­battuta. Il Duca e tutti i Vescovi presenti a Tonon vi si tro­varono e poterono ammirare come lo zelo trasportava France­sco, che con le proprie mani aiutava a levare in alto quella grande Croce, mentre lo squillo delle trombe e la musica accom­pagnavano il canto del Vexilla Regis. Vi fu anche chi attribuì a una specie di miracolo che quell’enorme massa potè levarsi in alto, senza aiuto di corde e di altri ordigni; il Duca disse subito: «Vi ha messo le mani il Prevosto di Sales !… » Non ap­pena il sacro Segno della nostra Redenzione fu a posto, il piissimo Duca, con viva fede e ardore cristiano, si buttò in ginocchio, l’adorò, abbracciò e baciò devotamente, come, dopo di lui, fe­cero tutti gli astanti secondo il loro grado, fra applausi e grida di gioia, maggiori di quelli d’Israele per il ritorno dell’Arca del Signore! La bella e commovente cerimonia si protrasse fino a notte avanzata, mentre una moltitudine di fiaccole e ceri illu­minavano tutto, come in pieno giorno.

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