Che disgrazia vedere come la maggior parte degli uomini che sono in questo mondo non pensino affatto al fine per cui sono creati, ma sembra loro di essere quaggiù per costruire case, ornare giardini, pian­tare vigne, accumular denaro e simili cose transitorie! Rappresentatevi vivamente la vostra miseria, che, per qualche tempo, è stata anch’essa tanto grande… Ah! Signore – dite – a che pensavo, quando non pensavo a Voi? Che amavo, quando non vi amavo? Non ero assai misera, servendo alla vanità, invece di servire alla verità? Ah!… il mondo fatto per servirmi mi do­minava e signoreggiava sui miei affetti… Vi rinunzio dunque vani pensieri, memorie inutili, amicizie infedeli, miserabili e perduti servizi.

San Francesco di Sales,  Lett. spirit.

San Francesco di Sales aveva grande devozione al suo Angelo tutelare; spiritualmente ne prendeva la benedizione in tutte le principali azioni della vita; e non solamente aveva devozione all’Angelo suo custode, ma anche a quello dei suoi amici e degli eretici, suoi nemici: quando disputava con gli Ugonotti esorcizzava il demonio che li possedeva e invocava i loro Angeli custodi. Quando si allontanava dalla Diocesi ne affidava in modo speciale la cura all’Angelo tutelare, e non mancava mai di salu­tare quelli dei Regni, delle Provincie e delle Parrocchie dove entrava. Invocava spesso in confessionale l’Angelo custode dei penitenti, e nei suoi scritti si vede abbastanza come raccoman­dasse ai suoi diretti la devozione verso il loro Angelo. Spesso diceva che gli Angeli, come ministri di Dio, fanno quasi tutto sulla terra, ma non si fanno vedere; per cui è servire Dio angelicamente operare molto in omaggio della Divina Maestà, senza voler comparire per proprio interesse.  Si potrebbe dire assai su questo argomento, se non doves­simo occuparci oggi di quanto fece il Santo nello Chablais, il 1° ottobre 1598, per l’apertura del secondo turno di Quarantore nella città di Tonone, alle quali assistettero il Cardinal de Me­dici, Legato Apostolico, e il Duca di Savoia. Francesco tenne il secondo discorso sulle parole della Scrittura: Lo spirito vi­vifica, la carne non serve a nulla, spiegando il suo testo in mo­do da rapire tutti gli astanti; e aveva per uditori non solo i due Principi, ma una quantità di Vescovi, Prelati, Generali d’Ordini e Signori della più cospicua qualità: tutti ammirarono il modo con cui maneggiò dottamente e devotamente il suo sog­getto, in lode della SS. Eucaristia. Fatto questo, presentò al Cardinal Legato il Ministro Petit, da lui convertito, il quale, dopo una bellissima arringa, abiurò l’eresia insieme a molti gen­tiluomini dello Chablais, e tutti ricevettero l’assoluzione del Car­dinale, chiudendosi la cerimonia con un solenne Te Deum. Tali magnifiche manifestazioni di fede avvennero nella chiesa di S. Ippolito, e furono seguite dalla Messa pontificale, cantata da Mons. Vescovo di Ginevra, il quale portò dopo con molta solennità, processionalmente per le vie di Tonone, il SS. Sa­cramento fino alla chiesa di S. Agostino, dove venne esposto per l’adorazione delle Quarantore. Verso sera arrivarono le pro­cessioni di diverse parrocchie convertite dal Santo, ma tanto numerose, che il Cardinal Legato rimaneva ammirato e il Duca di Savoia risentiva tanta gioia per il buon successo della Missione, che diceva e ripeteva continuamente rivolto agli astanti:  Ve­dete? Il Prevosto di Sales è apostolo e padre di tutta questa moltitudine di popolo.”  Francesco però, che non voleva altra gloria se non quella della Chiesa, si teneva nascosto vicino al suo Vescovo, al quale serviva volentieri di prete assistente; e poichè il buon Prelato era obbligato a risparmiarsi per la sua malferma salute, le cerimonie più faticose rimanevano spesso a carico dell’umile Prevosto.

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