Quando accade qualche avvenimento di cui ignoriamo la causa, ci pare che le cose del mondo siano guidate senza ragione: crediamo invece che, sic­come Iddio è creatore e padrone di tutte le cose, così ne ha cura con la sua Provvidenza, che stringe ed ab­braccia tutta la macchina del creato: specialmente ri­guardo a noi, dispone Iddio che la nostra vita sia agi­tata da tanti accidenti contrari, dei quali ci lascia ignorare la ragione, per farcela cercare in Lui solo. E veramente sarebbero molto basse le ragioni della Provvidenza ce­leste, se il nostro povero intelletto potesse comprenderle; e tanto meno amabili sarebbero esse nella loro soavità e meno meravigliose nella loro grandezza, se fossero meno lontane dalla nostra capacità.

S. Francesco di Sales, Teotimo, P. 1 – lib. 4, Cap. 8.

Il 18 settembre 1593, sabato delle Quattro Tempora, San Francesco di Sales veniva ordinato Diacono, con sommo gaudio del suo spirito e immensa sodisfazione del suo Vescovo, che non si stancava di ammirare in lui tutte le virtù e le grandi qualità richieste ad un sacerdote secondo il cuore di Dio. L’anno seguente aveva il santo Apostolo già intrapresa la difficile Missione dello Chablais e si trovava in preda alle ca­lunnie e all’odio dei Ministri protestanti! Giorgio Roland, suo cameriere, ha deposto infatti nei Processi che, il 18 settembre 1594, tre giorni appena da che Francesco si trovava nello Cha­blais, il Signor di Boisy, avvertito del rumore che menavano quelli di Tonone e di Ginevra all’arrivo del suo santo figlio e del giuramento che facevano di ucciderlo, di buon mattino lo spedì colà, con un cavallo, perché da parte sua dicesse al figlio di ritornarsene. Il santo giovane, forte nella sua risoluzione, rimandò indietro il cameriere e il cavallo e persuase il cugino Luigi di Sales di ritornare in sua vece a casa, per ansie della famiglia. Il buon cugino ubbidì, ma dopo pochi giorni se ne tornò subito al suo posto di lavoro. A proposito di ciò, il nostro Santo racccontava alla Madre di Chantal di non aver mai sentito in vita sua tanta consolazione interna, nè tanto co­raggio nel servizio di Dio e delle anime, quanto in quel giorno, 18 settembre 1594, nel quale si trovò solo, senza compagno, senza servo, senza niente, obbligato a portarsi di qua e di là, povero e a piedi, per predicare il Vangelo a quella misera gente; ma che appunto allora sperò bene della sua intrapresa, nella cer­tezza che Dio vi lavorerebbe con la potenza del suo braccio, come ne lo scongiurava con tutta l’umiltà e il fervore dell’a­nima sua! 

Il 18 settembre 1614 S. Francesco di Sales, dopo aver can­tato la Messa pontificale e comunicata la piccola schiera del suo nascente istituto, benedisse e posò la prima pietra della chiesa e della fabbrica del primo Monastero della Visitazione in Annecy: la cerimonia riuscì di grandissima edificazione per il popolo, e di molta consolazione per il Santo, sul volto del quale si scorgeva un’in­solita gioia e un certo splendore di Paradiso. Fu posta questa prima pietra in nome della Serenissima Infante Margherita di Savoia, Du­chessa di Mantova, che volle essere Augusta Protettrice del Mo­nastero dell’Ordine della Visitazione e che scrisse per questo let­tere veramente degne della sua pietà al santo Fondatore, alla santa Fondatrice e alla Contessa di Tournon, la quale, essa assente, do­veva sostituirla nella cerimonia. Contento ed edificato, il santo Ve­scovo diceva in proposito che Dio aveva fatto quel primo Mona­stero del suo Ordine, quasi come aveva fatto il mondo, mentre tutto era stato fatto dal nulla!

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