Io desidero morire, o amare Dio: o la morte, o l’amore, perchè la vita senza l’amor di Dio è assai peggiore della morte. Mio Dio, quanto saremmo felici, amando assai la Divina Bontà, che ci prepara tanti favori e tante benedizioni! Siamo tutti suoi, fra i tumulti che la diversità delle cose mondane ci presenta; e come potremmo meglio provare la nostra fedeltà, che tra i contrasti e le croci?… La solitudine ha i suoi as­salti, il mondo i suoi fastidi, in ogni posto bisogna aver animo invitto, mentre il soccorso del Cielo è pronto per chi confida in Dio e con tranquilla umiltà implora la sua assistenza. Guardate il Cielo e dite al Signore: Dio mio, per Voi navigo, per Voi vogo; Voi siete la mia guida e il mio pilota: poi consolatevi, perché quando saremo giunti al porto, le dolcezze che vi troveremo ci faranno obliare i travagli patiti per arrivarci.

S. Francesco di Sales, Lett. spirit.

Questo giorno deve ispirarci particolare venerazione, poichè la Divina Provvidenza lo elesse per dare al mondo il grande S. Francesco di Sales, che nacque il giovedì 21 agosto 1567, nel Castello di Sales a Thorens, verso le 8 e le 9 di sera, in una camera dedicata a S. Francesco di Assisi. La nascita del primo­genito di quella nobile Casa fu apportatrice di gioia a tutto il vicinato, specialmente ai poverelli, ai quali, per tre giorni di seguito, venne distribuita una copiosa elemosina. Il caro bambi­no parve tanto delicato, quasi moribondo in sul nascere, onde senza indugio gli fu data l’acqua e dalla pia genitrice venne consacrato e votato alla Madonna: tutti lo considerarono come un figlio di preghiera, un figlio di miracolo, di misericordia e di provvidenza: e che tale fu veramente si potrebbe provarlo con mille fatti, se la brevità del nostro racconto non lo impedisse, diremo soltanto vero e patente prodigio quello che, in meno di un secolo, egli nacque, visse e compì l’opera della propria santificazione; convertì innumerevoli anime, ne indirizzò anche più verso le cime della più alta santità, adornò la Chiesa di preziosissimi scritti, fondò un Ordine religioso, riformò mona­steri, santamente passò al Signore. E dopo aver riempito il mondo di miracoli, riconosciuto per maestro insigne della pietà, apostolo instancabile e taumaturgo, venne solennemente inscritto nel Catalogo dei Santi.

Nel 1826, in questo stesso giorno 21 agosto – 259° anniver­sario della nascita del nostro Santo – le Visitandine del 1° mo­nastero d’Annecy ebbero la consolazione di vedersi restituito il prezioso deposito del Corpo di S. Francesco di Sales, dal quale e da quello della Santa Madre di Chantal il turbine rivo­luzionario le aveva separate. Come tutte le cose sante che si riuscì a strappare allo scempio della distruzione, queste sacre Reliquie traversarono allora una serie di vicende, che certamente non riuscirà discaro al lettore di conoscere. Il soave profumo di santità emanante dal sepolcro dell’il­lustre Vescovo di Ginevra e i molti prodigi che la bontà del Signore costantemente vi operava attiravano numerosi pellegrini da ogni parte d’Europa, e la piccola chiesa del monastero si trovò presto insufficiente ad accoglierli: la Madre Maria Amedea di Blonay, succeduta alla Santa Fondatrice nel governo della Comunità d’Annecy, ne intraprese la ricostruzione in propor­zioni più vaste, e il 1° luglio 1648 vi furono sepolti i Corpi dei due Venerabili Fondatori, aspettando l’ora segnata dalla Provvi­denza per la loro glorificazione quaggiù. Il Corpo di S. Fran­cesco di Sales rimase sotterra fino al 29 aprile 1662, quando, come si è detto, venne esposto alla pubblica venerazione nella stessa chiesa dove, sempre circondato dalla devozione e dalla riconoscenza dei fedeli, restò fin verso la fine dei 1792. Invasa allora la Savoia dalla legione degli Allobrogi, vide alla sua volta, profanate le chiese e distrutti i conventi! Le Visitandine pensa­rono mettere in salvo il loro duplice, prezioso tesoro, portando con loro i SS. Corpi dei Fondatori al Castello di Duingt, dove si rifugiavano. Perciò, col permesso del Vicario Generale e in presenza di un Canonico della Cattedrale e del Chirurgo Ro­chette, nella notte dal 25 al 26 marzo 1793, i Corpi dei due Santi, tolti dalle loro casse, vennero accuratamente avvolti nei lenzuoli, e fra due materassi deposti nella barca che li aspettava sul canale vicino e che felicemente li trasportò al Castello!  Ma quando tutto sembrava ben riuscito, la cosa fu scoperta e, qualche giorno dopo, le buone Visitandine dovettero separarsi da quelle Sacre Reliquie, poiché un Commissario e trenta uomini a cavallo vennero a domandarne la restituzione da parte del Municipio d’Annecy!… Ricevuti trionfalmente dal Sindaco, dalla Guardia nazionale e dal popolo, al suono della musica e delle campane, quei Santi Corpi furono rimessi nelle loro Urne e la­sciati in custodia ad alcune religiose, l’abitazione delle quali era, per mezzo d’una grata, in comunicazione con la chiesa. Un giorno però si notò la scomparsa di alcune placche d’argento che ornavano l’Urna del nostro Santo, e la popolazione se ne mostrò tanto preoccupata, che le Autorità decisero il trasposto delle due Urne alla Cattedrale.

Intanto la persecuzione religiosa cresceva e si allargava ogni giorno più, onde, temendo per quelle Sacre Reliquie la profanazione e anche la distruzione, quattro devoti cittadini d’An­necy decisero di metterle assolutamente in sicuro. Erano questi il Sig. Burquier, sottosacrestano e depositario delle chiavi della Cattedrale, il sullodato chirurgo Rochette e i signori Amblet e Balleydier. D’intesa con l’Autorità ecclesiastica, i quattro valo­rosi uomini estrassero due scheletri dalla sepoltura del convento di Santa Chiara e, avendoli purificati e messi in ordine, nella notte del 21 gennaio 1794 se ne andarono alla Cattedrale e li sostituirono nelle rispettive Urne ai Corpi dei due Santi, che il signor Amblet portò a casa sua. Per garantire in seguito l’autenticità delle Reliquie, venne redatto regolare processo ver­bale dell’accaduto, scritto dietro una delle varie lettere che da tempo si trovavano deposte sul Corpo di S. Francesco di Sales. Racchiusi in due casse d’abete, i due Santi Corpi rimasero in casa del signor Amblet nascosti sotto il pavimento di una stanza, fino al 1806, quando, fatta dal Vescovo accurata verifica della loro autenticità, furono trasportati in trionfo e rimessi in vene­razione, quello del nostro Santo nella Cattedrale, e quello della Santa Madre di Chantal nella Chiesa di S. Maurizio d’Annecy.

Nel frattempo le Visitandine lottavano contro grandi difficoltà: le costruzioni del 1° e del 2° Monastero d’Annecy e la «pre­ziosa Casa della Galleria», confiscate e vendute come proprietà nazionale durante il periodo rivoluzionario, avevano subito strane modificazioni, e inoltre non potevano riscattarsi!… Fu iniziata la costruzione d’un nuovo Monastero, ove le Religiose si stabilirono il 2 luglio 1824, e nella bella chiesa annessa, il 21 e il 23 agosto 1826, furono finalmente trasportate, prima la sacra Urna di S. Francesco di Sales e poi quella della Santa Madre di Chantal! Un immenso popolo le accompagnò, al seguito di undici Vescovi e di tutta la Nobiltà di Savoia, fra cui in primo luogo i discendenti della Casa di Sales. Il sapere quelle sacre Reli­quie, dopo trentatré anni di dolorose vicende, di nuovo confidate, come di dovere, alle religiose della Visitazione fu un avveni­mento che colmò di santo gaudio, non solo le Visitandine del Monastero d’Annecy, culla benedetta dell’Ordine, ma tutte le loro consorelle dei molti monasteri sparsi nell’Orbe cattolico, e quanti contava ammiratori e devoti, in tutto il mondo, il santo Vescovo di Ginevra! L’entusiasmo che suscitò fu tale, da vo­lerne perpetuata la memoria con l’istituzione della novena so­lenne, che ogni anno si celebra verso il 21 agosto, nella chiesa della Visitazione d’ Annecy.

Ma il secolo XXI doveva assistere esso pure ad un magni­fico trionfo, prova irrefutabile della gloria e della popolarità sempre crescenti del nostro Santo. Per motivi di utilità pubblica, il monastero della Visitazione d’Annecy fu obbligato nuovamente a trasferirsi, e i Corpi dei due Santi Fondatori vennero di nuovo solennemente trasportati, per esser poi deposti nella splendida Basilica costruita in loro onore sulla collina che domina maesto­samente la città d’Annecy e i suoi dintorni! Fu vera apoteosi quella del 2 agosto 1911: accompagnava i due Santi un corteo, più unico che raro, nel quale a due E.mi Cardinali facevano bella corona sessanta Vescovi e più di seicento sacerdoti, con oltre centomila pellegrini, convenuti anche da provincie lontane, per rendere omaggio al Dottore della pietà! Non mancava una distinta rappresentanza di tutta la Nobiltà di Savoia e in primo luogo dei discendenti del Santo, fra i quali ci piace notare la presenza del Conte Francesco Roussy de Sales, rispettabilissimo ve­gliardo, che volle l’onore di far approntare a sue spese il carro riccamente addobbato per il trasporto dell’Urna benedetta, che piccolo bambino egli aveva accompagnato una prima volta ottan­tacinque anni innanzi, nella celebre traslazione del 21 agosto 1826.

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