Se vogliamo aver pace con noi stessi ci con­viene avere una sola volontà ed un solo desiderio: possedere Gesù crocifisso, raccogliendo tutte le nostre potenze e facoltà, per occuparle nel suo amore. Mio Dio! quanto è diversa questa pace da quella che il mondo dà ai suoi favoriti! Si vantano i mondani di posseder la pace, ma per l’ordinario è una pace falsa, che va poi a finire in grandissima guerra.

San Francesco di Sales, Serm. Famil.

L’11 agosto 1603 il Duca di Bellegarde, essendosi finalmente sbarazzato da ogni altro affare, fece la sua confessione generale a San Francesco di Sales, lo prese per suo Padre spirituale, lo supplicò di prescrivergli un regolamento da osservare nella nuova vita che bramava intraprendere e, promettendogli di chia­marlo Padre, lo scongiurò di non dargli, d’allora in poi, altro titolo che quello di suo figlio. Fu per questo signore che il santo Vescovo compose la Guida per la confessione generale; gli scrisse poi ammirabili avvisi per la sua spirituale condotta e lettere tali, da far molto ammirare il giudizio, la pietà, la discrezione e la dilezione del santo Direttore: in una di queste lettere gli diceva: “Si, per obbedirvi, vi chiamerò mio figlio, ma sappiate una volta per sempre che, per onore e rispettosa gratitudine, sarete il mio Giuseppe e, per compiacenza ed affetto, il mio Beniamino.” Col miele di questa dolcezza, il santo Diret­tore distillava nell’animo del rispettabile penitente la più amara mirra della mortificazione cristiana, aggiustando però tutto ai doveri della sua alta posizione sociale; e nulla vi è di più serio ed esatto di quanto gli prescrive nell’esame sui comandamenti di Dio e gli obblighi di un cavaliere cristiano.

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