L’amor proprio, la stima di noi stessi e la falsa libertà di spirito sono radici che non si possono svellere facilmente dal nostro cuore; si può solamente impedire la produzione dei loro frutti, che sono i pec­cati; i loro primi germogli e i loro tralci, cioè le prime scosse e i primi moti, neppure si possono totalmente impedire finché siamo in questa vita; solo si può mo­derarne e diminuirne la forza e la quantità, con la pratica delle virtù contrarie, specialmente dell’amor di Dio.

San Francesco di Sales, Lett. Spirit.

Il 7 agosto 1606, continuando sempre il suo giro pasto­rale, San Francesco di Sales visitò con grande fatica le par­rocchie di S. Pietro di Sionzy e di S. Ippolito. Si stancava molto perché andava sempre a piedi in luoghi inaccessibili alle vetture, e le piaghe riportate alle gambe gli cagionavano molto dolore;  il suo zelo però sormontava tutto per vantaggio delle sue pecorelle. Gli furono condotti molti ossessi, che affligevano e disturbavano assai gli abitanti di quelle rocce e i loro ar­menti. Il santo Prelato sorrise verso il popolo e disse: “Oh!… Non è nulla questo”; indi, chiamato il Curato, “Perchè, fratello – gli disse – lasciate tormentare così i vostri figliuoli? Igno­rate forse che vi è un Dio in Israele?” Entrando in chiesa, fu seguito da tutto il popolo e da quelle povere creature afflitte dal demonio. Dopo aver alquanto pregato davanti al SS. Sacra­mento, disse brevi parole d’istruzione ai fedeli, asperse con l’ac­qua benedetta gli ossessi e scacciò il demonio, di maniera che, in quel medesimo istante, esso abbandonò quel luogo e le per­sone furono felicemente liberate. Qualche volta soleva dire che se si sapessero ben usare nelle occasioni le armi di Dio che sono nella Chiesa, si vedrebbe con i fatti che niente è tanto de­bole quanto il demonio.

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