O Dio! Qualle dilezione potremo noi avere pro­porzionata all’infinita Bontà del Signore, che da ogni eternità ha ordinato di crearci, conservarci, redimerci e salvarci, tutti in generale e ciascuno in particolare?… Ah! che cosa ero io quando non ero? Io – dico – io, che, pur essendo adesso qualche cosa, non sono altro che un povero ed infelice vermiciattolo della terra… e nondimeno dall’abisso della sua eternità Dio ebbe per me pensieri di benedizione… meditava, disegnava, anzi determinava l’ora della mia nascita, del mio battesimo, di tutte le ispirazioni che mi avrebbe dato e di tutti i benefici che mi avrebbe fatto. Ah! trovasi dolcezza pa­ragonabile a questa?…

S. Francesco di Sales,Teot. P. 2, Lib. 6, Cap. 12.

La festa della Madonna degli Angeli era carissima al cuore di S. Francesco di Sales. Nei suoi viaggi in Italia aveva visitato il Santuario della Porziuncola, e diceva che, dopo la Santa Casa di Loreto e le tombe dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, non aveva ricevuto doni interiori più sublimi di quelli avuti a Santa Maria degli Angeli. Celebrava questa festa il 2 agosto da vero figlio di S. Francesco di Assisi, predicava e lucrava le Indulgenze del Perdono, attirando anche altri a questa devozione. Il Padre Filiberto da Bonneville, più volte provinciale dei Cappuccini e intimo amico del nostro Santo, diceva non credere che il Serafico Patriarca d’Assisi avesse avuto un figlio più de­voto e fedele di S. Francesco di Sales nel disimpegno di tutte le pratiche di pietà, consigliate ai Terziari dalla loro Regola, che egli aveva saputo tanto bene aggiustare alla sua vocazione e ai suoi obblighi ecclesiastici e vescovili.

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