Riceviamo invano la grazia di Dio quando la riceviamo alla porta del cuore, non dentro il cuore, col nostro consenso: allora la riceviamo senza frutto, poiché a nulla vale il sentire l’ispirazione e non acconsen­tirvi. A misura del nostro consenso, la divina miseri­cordia ci manda le sue sacre ispirazioni, che vanno cre­scendo e ci fanno avanzare nel santo amore; ma questa divina elargizione si ferma, quando non acconsentiamo. Dunque: da che procede che non ci troviamo avanzati nell’amor di Dio, come i Santi?… Certamente perchè Dio non ce ne ha fatta la grazia: e, perchè non ce l’ha fatta?… Perchè noi non abbiamo corrisposto.

S. Francesco di Sales, Teotim. Parte 1, Libro 2, Cap. 2.

Il 16 luglio 1596 i giovani fratelli di S. Francesco di Sales furono mandati dalla loro signora madre nello Chablais, per vi­sitare il santo missionario: profittò questi dell’occasione per una recita pubblica del Catechismo, onde attirarvi la gioventù della città; cosa che non gli riusciva ancora, quantunque vi fos­sero parecchi neofiti. Persuase il più giovane dei fratelli, Bernardo di Sales, di farsi suo rispondente in quest’azione cristiana e pubblica; ed ecco integralmente il Catechismo scritto dal Santo di sua mano e da noi copiato sul suo autografo.

Dialogo per il 16 Luglio 1596, tra Francesco di Sales e Bernardo di Sales.

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e in onore della Beata Vergine Maria.

Francesco, parlando per primo dirà: – Fratello, siete voi cristiano?

Bernardo, situato dirimpetto a Francesco, risponderà:  –  Si, fra­tello, lo sono, per grazia di Dio.

Francesco: – Quando siete stato fatto cristiano?

Bernardo: – Al sacramento del santo Battesimo.

F. – Quante cose principali avete promesso allora?

B. – Tre; la prima che rinunziavo al demonio e a tutte le opere sue, che sono opere di peccato.

F. – E la seconda?

B. – Promisi di osservare i dodici articoli della nostra santa fede.

F. – E la terza, qual è?

B. – Promisi di osservare i dieci comandamenti di Dio e quelli della santa Chiesa, nostra madre.

F. – Quante specie di cristiani vi sono?

B. – Ve ne sono di tre specie; i primi sono coloro che sono cri­stiani solo di nome; i secondi quelli che lo sono di nome e di fede; i terzi coloro che sono cristiani di nome, di fede e di opere.

F. – I primi quali sono?

B. – Sono gli eretici, che hanno solamente il nome di cristiani per il battesimo ricevuto.

F. – Si salveranno questi, morendo così?

B. – No, perchè non hanno la fede, né le opere necessarie per la salvezza eterna, essendo fuori della Chiesa cattolica, apo­stolica, romana.

F. – Chi sono i secondi?

B. – Sono i cattivi cristiani che, avendo la fede e il nome, non praticano quello che credono.

F. – Si salveranno questi, morendo così?

B. – Non possono salvarsi, senza una perfetta penitenza.

F. – Qual’è la terza specie di cristiani?

B. – Quelli che al loro nome e alla loro fede uniscono la pra­tica di ogni opera buona.

F. – Questi si salveranno?

B. – Si, certamente, e le loro buone opere li accompagneranno dopo la morte.

F. – Che significa la parola: cristiano?

B. – Significa esser unto con olio.

F. – Da chi deriva il nome di cristiano?

B. – Dal Signore Gesù, che si chiama Cristo.

F. – Perchè Gesù ha voluto che fossimo chiamati così?

B. – Per onorarci con questo nome ed indurci a seguirlo e imi­tare la sua santa vita.

F. – Che rappresenta l’unzione che porta questo nome?

B. – Rappresenta la grazia, che riceviamo in quel santo Sa­cramento.

F. – Che significa l’unzione esterna, ordinata dalla Chiesa ai cristiani?

B. – Significa gli effetti che la divina grazia opera nell’anima nostra.

F. – E voi siete stato unto?

B. – Sì, per grazia di Dio, in quattro parti del mio corpo; quando ho ricevuto il Battesimo e la Cresima.

F. – Quante volte siete stato unto al Battesimo?

B. – Tre volte; la prima sul petto, la seconda sulle spalle, la terza sul capo.

F. – Perché questo? Ditelo.

B. – L’unzione sul petto è per accenderci dell’amor di Dio; quella delle spalle per darci forza a portare il peso dei comandamenti e ordini divini; quella della fronte perchè pubblicamente, senza vergogna né timore, confessiamo la fede del nostro Signor Gesù Cristo.

F. – Perché l’unzione del capo nella Cresima?

B. – Per un aumento di grazia, di fortezza e di lume; onde com­prendere ed adempire tutto quel che dobbiamo sapere e fare per la nostra salvezza.

F. – Essendo dunque cristiano, quale dev’essere il nostro prin­cipale desiderio?

B. – Di amare e servire Dio e di essere eternamente con Lui nel Cielo.

F. – La vostra risposta è buona; ma quante cose dovete avere per salvarvi?

B. – Quante dita ho nella mano. 1° la fede, 2° la speranza,3° la carità, 4° i Sacramenti e 5° le buone opere.

F. – Dove trovate voi la fede, la speranza e la carità dei cristiani?

B. – Nel Credo, nel Pater e nei comandamenti di Dio e della Chiesa.

F. – Quanti sono i Sacramenti?

B. – Sono sette.

F. – Quante sono le opere buone?

B. – Tre, dalle quali dipendono tutte le altre: il digiuno, l’o­razione e l’elemosina.

F. – Quale è il segno più frequente che date, per provare che siete cristiano?

B. – E’ il sacro segno della Croce, che è il vero segno del cri­stiano. La Chiesa se ne serve in tutte le sue sacre cerimonie e nei Sacramenti; e il cristiano deve servirsene in tutte le sue preghiere e principali azioni.

E’ stato impossibile rintracciare il seguito di questo Cate­chismo: si è saputo però da parecchi dimoranti a quell’epoca nello Chablais, che d’allora in poi il santo Apostolo non mancò più d’insegnare il Catechismo, più spesso che poteva, o pubbli­camente in chiesa, o nelle case private.

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