– Vorrei che tutti fossimo crocifissi, ad imita­zione di S. Pietro… La guerra, la povertà, con le altre miserie ci crocifiggono, è vero, ma come il mal la­drone; voglio dire che noi, invece di profittare di questi flagelli, diventiamo peggiori. Ah !… San Pietro fu cro­cifisso con la croce di Cristo; onde, per imitarlo, non basta prendere la propria croce, bisogna ancora seguire il Signore; perchè allora la croce ci sarà dolce e tro­veremo la vita nella morte e la consolazione nei travagli.

S. Francesco di Sales. Serm. Famil.

 Per ordine di Monsignor de Granier, il 29 giugno 1593, festa dei gloriosi Apostoli S. Pietro e S. Paolo, S. Francesco di Sales predicava di nuovo in Annecy. Prese per testo la parola di Gesù Cristo – Tu es Petrus – ed esordi col dire che potrebbe sem­brare strano come, avendo la settimana  innanzi presentato ai suoi uditori il pane di vita, in  quel giorno presentasse loro una pietra; « ma – soggiunse – se la Madonna parla per me, que­sta pietra diverrà pane, nello stesso modo che, alla sua parola e alla sua preghiera, il divin Figliuolo convertì l’acqua in vino delizioso». Dopo un tale esordio, il dotto predicatore fece un grazioso ed utile paragone tra la nascita di S. Giovanni Battista e la morte di S. Pietro Apostolo, dimostrando che la morte dei Martiri è una natività, e la nascita dei peccatori una morte. San Giovanni, innocente, ebbe una nascita gloriosa ; San Pietro una morte dolorosa, e la Chiesa unisce insieme questa vita e questa morte, o piuttosto queste due vite, delle quali fa memoria in una stessa ottava. La pietà dei nostro Santo si distinse assai in questa predica, e il frutto che se ne trasse per il bene delle anime fu grandissimo. Del resto, egli nutriva una devozione in­credibile verso i gloriosi Principi della Chiesa San Pietro e San Paolo, e li diceva due luminari da Dio creati nel firmamento della Chiesa. Quando trovavasi a Roma si portava con tanto piacere a pregare sulle loro tombe, che, giuntovi, sembrava non potersene distaccare. Parlava e predicava spesso in loro onore, con particolare riverenza;  ed anche quando semplicemente li nominava, lo faceva sempre con qualche titolo di particolare rispetto, come può vedersi sulla fine della prefazione del suo Trattato dell’amor di Dio.

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