Sempre dobbiamo restare umili a causa delle nostre imperfezioni; ma questa umiltà dev’essere accom­pagnata da una grande generosità, perchè queste due virtù debbono trovarsi sempre insieme, e l’una senza l’altra degenera in imperfezione. L’umiltà senza gene­rosità è viltà e bassezza di cuore, che conduce all’av­vilimento quando si è impiegati in qualche cosa; e la generosità senza umiltà degenera in presunzione.

S. Francesco di Sales, Serm. famil.

Continuando le nostre riflessioni sulla diligenza che il Santo usava per sempre più perfezionare il suo spirito, che diremo del rispetto e della grande riverenza, con cui si teneva davanti al SS. Sacramento esposto alla pubblica venerazione?… Lo si ve­deva in ginocchio, con grande umiltà, con un contegno modestis­simo e un’attenzione profonda. Mai lo si sarebbe veduto guardare intorno; non si muoveva, ma restava immobile, come statua nella sua nicchia; mai si copriva, restando sempre a capo sco­perto, qualunque stagione fosse: era calvo, e sebbene le mosche lo punzecchiassero fino a sangue, come più volte si è potuto osservare, non le scacciava, ma preferiva sopportare paziente­mente la loro fastidiosa importunità, piuttosto che commettere la più piccola irriverenza davanti al suo dolce Signore.

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