Umiliatevi assai e riscaldate il vostro stomaco col santo amore di Gesù Crocifisso, onde possiate dige­rire il cibo celeste del SS. Sacramento: esso è il cibo spirituale che si diffonde e si comunica a tutte le parti dell’anima e del corpo, di modo che si ha Gesù Cristo nella mente, nel cuore, nel petto, negli occhi, nella lingua, negli orecchi, nelle mani, nei piedi. E il dolce Salvatore raddrizza, purifica, vivifica tutto; ama nel cuore, intende nella mente, fortifica nel petto, vede negli occhi, parla nella lingua e così nel resto; insomma fa tutto in tutto il nostro essere, e allora non viviamo più noi, ma Gesù Cristo vive in noi.

S. Francesco di Sales. Lett. Spirit.

 

I1 18 giugno 1622, mentre presiedeva una delle sedute dei Capitolo generale dei Padri Cistercensi, S. Francesco di Sales fu sorpreso da violenti dolori che l’obbligarono a sospendere la seduta e ritirarsi nella sua camera, dove rimase sofferente alcune ore. Ebbe allora una dolce e consolante conversazione col reverendo Padre Goulu, detto Padre Giovanni di S. Fran­cesco, uno dei più grandi religiosi del suo secolo, celebratissimo per la conoscenza di quasi tutte le lingue, particolarmente del­l’ebraica, greca, latina e francese. Il beato Prelato gli disse, fra le altre cose: «Padre mio, la mia anima vi considera come l’occhio del suo cuore, perciò voglio comunicarvi i miei disegni, onde avere i vostri buoni consigli. Io medito di fare una ver­sione semplice, chiara ed extra volgare dei quattro evangelisti, collegati insieme in modo di concordanza, secondo la successione dei tempi e delle azioni di Nostro Signor Gesù Cristo: questo apparterrebbe semplicemente al senso letterale. Un secondo vo­lume che ho in progetto sarà per dedurre la prova dei principali punti della credenza della religione cattolica, combattuti e volti in controversia; per questo mi servirò delle stesse parole di Nostro Signor Gesù Cristo contenute nel santo Vangelo, e questo libro apparterrà alla controversia. Un terzo libro conterrà un’ istruzione sui buoni costumi, sulla pratica delle virtù cristiane e sulla condotta della perfezione e della vita spirituale, con le massime del Vangelo e le esortazioni di Gesù Cristo stesso:

questo volume sarà per la morale. Ne medito un altro per storia degli Atti degli Apostoli, volendo mostrare la faccia della Chiesa primitiva nella sua nascita, l’ordine e la condotta che Spirito Santo e gli Apostoli vi stabilirono al principio; e questo apparterrà alla storia. Che se mi resta tempo continuerò sulle Epistole di S. Paolo. I quattro volumi insieme desidererei inti­tolarli: Opera teandrica, o storia dell’ Uomo-Dio. Oltre a ciò, ho un’ idea vaga di un libro sui quattro amori: di Dio, di noi stessi, degli amici e dei nemici, con alcune lettere pastorali pei nostri curati.

Ascoltato molto riverentemente il discorso del Santo Vesco­vo, il Padre Giovanni di S. Francesco, con religiosa ingenuità, rispose : «Monsignore, ecco precisamente quello che ci vorrebbe pei figli della Chiesa, ma è un lavoro enorme per chi sta nel volger degli anni e specialmente per un Vescovo, mai padrone del suo tempo». Al che il Santo soggiunse:    

«Questo è vero, Padre mio, ma per tenere lo spirito santamente occupato biso­gna prefiggersi molto lavoro, più di quel che si potrebbe fare, come se si dovesse vivere lungamente, e poi rimanersene indif­ferenti, per eseguire con tranquillità solo quel tanto che si fa­rebbe se si dovesse morir l’ indomani »

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