– Fra tutti i precetti che Dio ci ha dati, di nessuno ci ha tanto inculcato la pratica, né mostrato di desiderarne la perfetta osservanza, quanto di quello dell’ amore del prossimo; non perché il precetto dell’amor di Dio non lo preceda, ma perché in quello dell’amor del prossimo, essendo noi meno aiutati dalla natura, era necessario vi fossimo spinti in modo più particolare; onde l’ Apostolo sentenzia che chiunque ama il prossimo, adempie la legge. Amiamoci dunque l’un l’altro con tutto l’affetto dei nostri cuori, per piacere al Padre Celeste; ma amiamoci con amore ben ordinato e ragionevole, e la ragione c’insegna di amare più l’a­nima, che il corpo del nostro prossimo.

 S. Francesco di Sales.  Serm. famil.

 Il 17 giugno 1622, non essendovi seduta nel Capitolo gene­rale dei Padri Cistercensi, S. Francesco di Sales impiegò la giornata nelle funzioni vescovili, come n’ era stato pregato dal Nunzio Apostolico presso il Duca di Savoia e dal Vicario gene­rale della diocesi di Torino. Amministrò il Sacramento della Cresima a tanta moltitudine di bambini e di giovani, che tutti si stupirono come avesse potuto sopportare tanta fatica in una stagione caldissima : predicò e conferì la tonsura e gli Ordini minori a parecchi giovanetti; e questa funzione durò molto tempo,  mentre la folla del popolo era tanto grande che oppresso esso dal caldo, il santo Vescovo venne meno, per mancanza d’aria. Un tale accidente impressionò molto i Padri Cistercensi che lo trasportarono nel loro Coro, per soccorrerlo. Quando fu rinvenuto, il Santo disse loro amabilmente questa sentenza di S. Bernardo: “Starebbe male veder membra delicate, sotto un capo coronato di spine! » E appena si sentì meglio ed ebbe ripreso fiato, ritornò alle sue funzioni, confessando pure fino tarda sera tutti coloro che si presentarono a lui, piccoli e grandi, poveri e ricchi.

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