Molti aspirano alla perfezione, ma pochi vi arrivano, perché non camminano come dovrebbero, con eretta confidenza in Dio e totale abbandono alla sua provvidenza, ma si fidano troppo di se stessi e delle loro opere buone. Costoro si turbano e s’affamano, invece di rimanere tranquilli e servirsi con pace dei mezzi che loro sono dati per tendere alla perfezione, secondo la propria vocazione. Certamente Dio, sotto la cui Provvidenza ci siamo imbarcati, avrà sempre cura di provvederci del necessario; dobbiamo dunque star sicuri, e quando anche tutto ci mancasse, nulla ci man­cherà, perché avremo Dio, che è e dev’essere il nostro tutto.

S. Francesco di Sales

 

Il 23 maggio 1607 i cittadini di Tonone mandarono una de­putazione a S. Francesco di Sales, per pregarlo di onorare di una sua visita la loro città: il Santo vi era stato parecchie volte per affari, ma essi non avevano ancora avuto la consolazione di vederlo e riceverlo come loro primo Pastore. Condiscese al loro desiderio, ma rimase molto confuso perché quella buona gente gli preparò un ricevimento splendido, come a vero Apostolo e Padre loro. Si pronunziarono magnifici discorsi e gli si domandò perdono se altra volta la loro città l’aveva ricevuto con in­giurie, volendo anche lapidarlo… L’umilissimo Prelato, arrossito per santa confusione e con le lacrime agli occhi, non rispose che queste poche parole: “Ahimè! Allora vi portavo tutti in fondo al mio cuore, per generarvi a Gesù Cristo, ma adesso posso dire in verità che vi porto tutti sulle mie spalle,” signi­ficando con questo che riceveva le loro lodi con grande ripu­gnanza, come un vero peso. Il giorno seguente si occupò nella Visita canonica e tenne un eccellente discorso ai suoi cari figliuoli lì­.

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