Dobbiamo andare col Signore non portati dalla nostra volontà, ma lasciandoci semplicemente portare dal suo beneplacito, come un figliuoletto fra le braccia della mamma, con un certo meraviglioso consenso, che si può chiamare unione, o piuttosto unità della nostra volontà con quella di Dio. Ecco come dobbiamo procurare di condurci in ordine al divin beneplacito, ricevendo i diversi avvenimenti con semplicissima tranquillità della volontà nostra, la quale, non volendo nulla, aderisce a tutto quello che Dio vuol fare in noi e di noi.

San Francesco di Sales, Teotim. Parte 2, Libro 3, cap. 1, 2

 

Il Conte Luigi di Sales, fratello di S. Francesco, dopo la morte di Lui, ha potuto mostrare alcuni vecchi taccuini del Santo, scritti di sua mano, ove si leggevano fra l’altro le seguenti parole: “Francesco, ricordati che Dio ti ha fatto molte grazie, il 19 maggio 1593, per intercessione del glorioso S. Celestino, pro­tettore del tuo ritiro preparatorio agli Ordini sacri.”

Il Reverendo Bouvard ha inoltre deposto che, quel giorno, il santo giovane si fece tagliare i capelli, che aveva molto belli e soffici, per aggiustarli alla vera maniera ecclesiastica, e poi disse a lui: “Ah! signor abate, da due giorni ho sostenuto grandi combattimenti contro la mia vocazione; il demonio non ha dimenticato nessun cantuccio dell’anima mia, per tastarmi e tentarmi, fino alla punta dei capelli, dandomi grande avversione a questa tonsura. La forza di Sansone era nella sua capigliatura, ed io penso che, alla punta della mia, fosse una parte della mia debolezza. Da che la mia capigliatura è tagliata, mi sento più forte nel servizio di Dio, ed ho promesso seriamente al Signore di spogliarmi in tutto dell’uomo vecchio, per vivere d’ora in­nanzi, aiutato dalla divina grazia, in totale novità di vita, con Gesù Cristo in Dio.”

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