Come sono terribili le cadute di quelli che sono in cima ai monti ! Cadendo quei disgraziati rotolano giù, senza fermarsi, fino al fondo del precipizio. Così sono le cadute spirituali di coloro che, dopo aver ricevuto molte grazie segnalate, mancano di per­severanza nel divino servizio! Cosa strana… dopo aver tanto bene incominciato e anche perseverato trenta o quarant’anni a servire Iddio, sulla vecchiaia, proprio quando sarebbe tempo di raccogliere il frutto delle proprie fatiche, uno venga a perdersi e precipitarsi nel­l’abisso dei peccati ! Oh! Come sono imperscrutabili i divini giudizi!… Nessuno dunque presuma di sé e delle sue buone opere, come se nulla avesse a temere.

San Francesco di Sales, Serm. famil.

 

Il 14 maggio 1622 il marchese de Lullin, figlio tanto devoto, rispettosamente affezionato al nostro Santo, si provò a fargli premura onde accettasse l’Arcivescovado di Torino, che allora gli veniva offerto, rappresentandogli che sarebbe cosa bellissima per la sua famiglia; che suo fratello, già Vescovo di Calcedonia, suo coadiutore, arriverebbe con questo a più alta dignità e che finalmente, avendo egli molti nipoti, potrebbe così innalzarli ed arricchirli. Ridendo il santo Prelato rispose a lui, come in seguito scrisse ad altri: “I miei nipoti sono già più ricchi e più grandi di quello che erano tempo fa.” – “Come?“- “Vo­glio dire che, anni fa, essi nacquero piccini, piccini e nudi, e adesso sono cresciuti ed hanno ciascuno il loro vestito. Quanto a me poi, molto lungi dal pretendere d’innalzarmi con la promozione di mio fratello, desidero solo che egli cresca ed io diminuisca, egli comparisca ed io resti nascosto, per riposarmi all’ombra della Croce, scrivendo alcuni buoni pensieri che il Signore mi dà per il bene dei figli della sua Chiesa.

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