L’anima veramente amante ama il benepla­cito di Dio, non solo nelle consolazioni, ma ancora nelle afflizioni; anzi maggiormente lo ama nelle pene, nei travagli e nelle croci, mentre la virtù principale dell’amore è appunto di far patire l’amante per l’amato.

S. Francesco di Sales, Teotimo, Parte 2, Lib. 3, Cap. 2.

 

Il 12 maggio 1593 S. Francesco di Sales prese possesso della Prepositura della Cattedrale di Ginevra, col bacio dell’altare maggiore e tutte le altre solenni cerimonie prescritte in quelle occasione. Tutti erano rapiti di vederlo in abito ecclesia­stico, perciò si corse in folle alla chiesa, tanto che i canonici, stretti da ogni parte, avevano pena a muoversi. In piedi davanti al suo stallo, il nuovo Preposto rivolse ai canonici un discorso improntato di umiltà e di fiducia in Dio, concludendo con queste parole, che danno bene a vedere con quale spirito il santo gio­vane entrava nelle dignità ecclesiastiche: “… per vostro e mio sollievo, vi supplico, Reverendissimi Padri, di considerare come Dio usi scegliere le cose più meschine e basse di questo mondo per confondere i forti, e perfezioni la sua lode nella bocca dei fanciulli, affinché più facilmente si riferiscano a Lui tutti i beni che si sono ricevuti e che da Lui solo procedono.” Detto questo e fatta una profonda riverenza all’assemblea, Fran­cesco scese dal suo stallo, mentre il popolo lo colmava di bene­dizioni e di lodi.

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