Chi non teme la morte è in gran pericolo, perché sappiamo bene che la sentenza che ci sarà data allora sarà eterna, né si potrà mai revocare. In qua­lunque luogo cadrà l’albero, o a settentrione, o a mez­zogiorno, ivi starà, – dice l’Ecclesiaste. E siccome nessuno può precedentemente sapere se sarà salvo o dannato, la maggior parte dei Santi hanno temuto questo passaggio come cosa assai formidabile.

San Francesco di Sales, Sermoni famil.

 

Il 4 maggio 1613, ritornando S. Francesco di Sales da Mi­lano, passò a Torino e siccome era devotissimo veneratore del S. Sudario, col quale Gesù Cristo fu sepolto, ebbe assai caro d’essere impiegato da S.A.R. per mostrare al popolo quella in­signe reliquia. Il caldo era già molto forte in Piemonte, onde avvenne che, durante la cerimonia dell’ostensione, il nostro Santo Prelato curvasse un poco il capo e alcune gocce del sudore della sua fronte, con qualche lacrima dei suoi occhi, caddero sul Sacro Lenzuolo. Il cuore del Santo si liquefece di dolcezza, al pensiero che il Redentore del mondo ci aveva dato spontaneamente i suoi sudori e il suo Sangue; ma ecco come egli stesso racconta la cosa, in una lettera alla Madre di Chantal : “Poco è mancato che il Principe Cardinale andasse in collera per la caduta di alcune gocce delle nostre lacrime e del nostro sudore su quel Sacro Lenzuolo… vi assicuro, mia cara Madre, che avrei avuto voglia di dirgli che Nostro Signore non era poi tanto delicato, mentre aveva sparso il suo sudore e il suo Sangue per unirli ai nostri e rendere questi meritevoli del premio della vita eterna. Nello stesso modo, figliuola mia, possano i nostri sospiri unirsi a quelli del Salvatore, per esalarsi, al cospetto del Padre, in odore di soavità.”

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