Non vuole il Signore che facciamo quello che Lui stesso non ha fatto; cioè di darsi a noi solamente in parte; mentre la bontà sua fu tanto grande che si dette a noi interamente. Così vuole, ed è ragionevole, che anche noi ci diamo interamente a Lui. Ma in che modo ci daremo tutto a Dio? Col non riserbarci nulla che non sia per Lui, neppure un solo dei nostri desi­deri: ecco quello che vuole da noi il Signore.

San Francesco di Sales, Serm. famil.

 

Durante il suo breve soggiorno a Ginevra, nel 1597, San Francesco di Sales fu alloggiato all’albergo “L’écu de France”, dove incontrò la futura prima toriera della Visitazione, Anna Giacomina Coste, che serviva in quella casa e conservava la purità della fede in mezzo alla corruzione di Babilonia. Le diede Francesco la santa Comunione, facendo servire da chierichetto il suo Angelo custode; d’allora in poi, i due Angeli tutelari di quelle grandi anime ebbero intelligenze e comunicazioni partico­larissime tra di essi, per la direzione dei loro protetti; tanto che S. Francesco di Sales giunse perfino a chiamare quella pia figliola: “La favorita del mio buon Angelo.”

Il Santo lasciò Ginevra con le lacrime agli occhi e disse a Luigi di Sales, suo cugino e coadiutore nell’apostolato: “Eh! fratello mio, il nostro Gesù pianse sulla sua ingrata Gerusalemme, piangiamo e preghiamo noi pure sulla nostra povera Ginevra!” Indi scrisse al Papa Clemente VIII e al Nunzio apostolico per informarli del successo del suo viaggio e dei suoi tentativi pres­so Beza, e delle condizioni degli affari della Chiesa, ricevendo da S. S. un Breve apostolico in risposta.

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