Guardate le api sul timo, vi trovano un succo molto amaro, ma succhiandolo lo convertono in miele, perché tale è la loro proprietà. Mondani, le anime pie trovano è vero molta amarezza nell’esercizio della mortificazione, ma nel compierlo lo convertono in dolcezze e soavità. I fuochi, le fiamme, le ruote e le spade parevano fiori e profumi ai Martiri, perché erano de­voti. Orbene, se la devozione può recare dolcezza nei più crudeli tormenti e nella stessa morte, che farà mai nella pratica delle azioni virtuose?

San Francesco di Sales, Filotea, Parte 1, Cap. 2.

Nel marzo 1615 il R. P. de la Rivière, provinciale dei Mi­nimi, si trovava in Annecy per la predicazione della Quaresima e S. Francesco di Sales gli comunicò il desiderio che aveva concepito di occuparsi della Causa di Canonizzazione del principe Amedeo, duca di Savoia, suo sovrano, dicendo che per la Chiesa era un gran mezzo di resistenza all’iniquità presente, l’esaltare, dopo la morte, coloro che erano vissuti santamente. A questo fine, scrisse al Papa Paolo V, agli Eminentissimi Cardinali della Congre­gazione dei Riti e a parecchie altre persone che potevano con­tribuire alla riuscita della sua pia intrapresa. Ma questo Santo che si affaticava così per la glorificazione di un altro Santo, non pensava punto allora che Dio susciterebbe un giorno tante per­sone, le quali si occuperebbero di procurare al suddite precisa­mente quello, che il suddito voleva ottenere al suo sovrano?

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