Pensate quanto tempo è che cominciaste a peccare e come, d’allora in poi, i peccati si sono mol­tiplicati nel vostro cuore; come ogni giorno ne avete accresciuto il numero contro Dio, contro voi stesso e contro il prossimo, con opere, con parole, con desideri e pensieri; quante volte, e quanto, avete secondato le vostre cattive inclinazioni ! Con queste due riflessioni vedrete che le vostre colpe superano in numero le arene del mare. Gettatevi dunque ai piedi del Signore e di­tegli: Mai più, Signore, con la grazia vostra, mi darò in balia del peccato.

San Francesco di Sales, Filotea, Parte 1, Cap. 12.

Il 2 marzo 1592, reduce dai suoi studi a Padova, S. Fran­cesco di Sales fu mandato dal padre ad ossequiare Monsignor Claudio de Granier, Vescovo di Ginevra. Era questi un prelato di altissimo merito. Simile agli antichi Padri per la sua religione e i suoi costumi, caro a Dio ed agli uomini, viveva solo per il bene della diocesi, nulla trascurando per farvi ritornare l’antico splendore dell’ecclesiastica disciplina.

Accolse egli il giovane signor di Sales con paterna bontà, sentendosi, come disse in seguito, soprannaturalmente portato a particolare affetto verso di lui. Lo trattenne a lungo dell’Italia, dei suoi studi di giurisprudenza e teologia e, meravigliato delle sue risposte, volle farlo assistere al concorso per una cura va­cante, che doveva aver luogo quel giorno. Si disputò a lungo fra gli esaminatori circa una questione proposta, onde il Vescovo pregò Francesco di dirne il suo sentimento. Da principio egli se ne scusò, con bei modi; ma poi, spinto dal Vescovo, con rara abilità, riassunse tutta la discussione, ne distinse i vari punti e diede su ciascuno di essi soluzioni tanto giuste e precise, che tutti furono ammirati, non potendo concepire come quel giovane gentiluomo fosse in grado di risolvere così bene quelle materie teologiche. Il Vescovo specialmente fu al colmo della sodisfazione, lo accompagnò, nel congedarsi, fino al portone del palazzo e, tornando alle sue stanze, disse a quei che vi si trovavano: «Che pensate di questo giovane signore?… Sarà un gran personaggio, diverrà una colonna della Chiesa… mio successore in questo Vescovado». Parole da lui dette, non per caso, ma per lume soprannaturale, mentre allora nulla faceva supporre che il gio­vane sig. di Sales, destinato dai genitori ad alta posizione nel mondo, potesse un giorno essere Vescovo.

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