L’amor di Dio è il fine, la perfezione e l’ec­cellenza dell’universo: tutto è fatto per questo celeste amore, e tutto in ordine a lui. Le opere buone sono i suoi fiori, la vita eterna è il suo frutto, onde tutto quel che non tende all’eterno amore, tende all’eterna morte. Ah! Signore, quanto è amabile la legge di amore che ci avete data! Non bastava il permetterci questo celeste amore, senza invitarci con esortazioni, e ob­bligarci con precetto ad abbracciarlo? Ma no, Bontà di­vina, affinché né la vostra grandezza, né la nostra bas­sezza, né altro pretesto ci impedisse di amarvi, ce ne avete fatto un comando.

San Francesco di Sales, Sacri opuscoli.

 

Il 22 febbraio 1603 S. Francesco di Sales tenne la cerimonia dell’Ordinazione nella città di Annecy : tutti accorrevano a lui in queste occasioni, tanto piacere prendevano nel vedere il suo angelico contegno durante tali cerimonie. Allora dichiarò a suo fratello Luigi di Sales che, in queste circostanze, contraeva un’in­telligenza di amicizia particolare con gli angeli tutelari di coloro ai quali imponeva le mani. Molti degli ordinandi volevano fare a lui la confessione generale della loro vita, o almeno una rivista particolare della loro coscienza, cosa che non aumentava poco la sua fatica. I prudenti del secolo gli dissero di non mettere

questo costume, poiché ne sarebbe oppresso: “Ahimè – rispose il Santo – io non li inviterò davvero, sono essi che ven­gono a me, e Dio così permette, affinché il pastore conosca le sue pecorelle e sia da esse conosciuto.”

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