Il Divin Salvatore, vicino a morte, gettando gli ultimi sospiri, disse con forte voce e molte lacrime: Padre raccomando nelle vostre mani lo spirito mio! Fu l’ultima sua parola, con la quale l’amato Fi­glio diede la massima testimonianza del suo amore verso il Padre. Quando dunque ci manca tutto e le nostre angoscie sono estreme, non ci può mancare questa pa­rola, questo sentimento, questa rinunzia assoluta dell’a­nima nostra fra le mani del nostro Salvatore.

San Francesco di Sales, Teot. Parte 2, Lib. 3, Cap. 2.

 

Il 19 febbraio 1605, mentre S. Francesco di Sales predicava a La Roche, piccola città della sua diocesi, gli fu condotta da una provincia vicina una giovanetta di alta condizione, crudel­mente tormentata dal diavolo, con gran dispiacere dei suoi ge­nitori che la tenevano chiusa e nascosta in casa. Non crederono di condurla a medico migliore che al santo Vescovo, il quale la fece restare tre giorni a La Roche, per pregare ed esorcizzarla. Quando fu felicemente liberata, il Santo le comandò di dargli il suo busto che egli bruciò, avendo conosciuto per via sopranna­turale che il maleficio era attaccato a quell’oggetto. Per coprire il miracolo da Dio operato per suo mezzo, proibì ai genitori e alla figliuola di parlare della malattia e della guarigione, dicendo che questo sarebbe loro pregiudizievole. Raccomandò però ai genitori di avere gran cura di quella figliuola, che presto sarebbe domandata per un vantaggiosissimo matrimonio, cosa che avvenne. La giovane rimase tanto riconoscente verso il santo Vescovo, che alcuni anni dopo la di lui morte si portò ad Annecy a visi­tarne la tomba e là, dopo aver fatto la sua offerta, raccontò la grazia ricevuta: “Sono rimasta qualche tempo dopo la mia liberazione, senza aver coraggio di portare il busto, ma, nel 1617, mandai per questo espressamente un corriere al Santo, che predicava allora la quaresima a Grenoble. Egli mi rispose che potevo senza timore riprendere il busto, mentre era solo per sollevarmi e sostenermi, ma che, invece di ogni altra ini­ziale, vi facessi mettere i santi nomi di Gesù e di Maria, onde averli sempre sul cuore.”

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