Le vostre miserie e debolezze non vi debbo­no spaventare, perché il Signore ne ha vedute altre maggiori, e per sua misericordia non rigetta i misera­bili, ma concede loro la sua grazia ed innalza il trono della sua gloria sul fondo della loro viltà ed abiezione. Vorrei avere un buon martello per rompere la punta del vostro spirito, troppo sottile nel pensare al vostro avanzamento nella pietà. Più volte vi ho detto che, nella vita spirituale, bisogna camminare alla buo­na, grosso modo: se fate qualche bene, lodatene e ringraziatene Iddio, se fate il male, umiliatevi. So bene che non volete commettere il male a bella posta, e il male che non si fa avvertitamente serve solo per umi­liarci.


Una volta – il 15 febbraio – S. Francesco di Sales mandò alla Santa di Chantal una lettera, invitandola a rallegrarsi seco perché tutte le principali signore d’Annecy si erano talmente date alla pietà che, anche invitate al ballo in quel tempo di Car­nevale, non osavano andarvi senza il di lui permesso. « Ahimè – diceva talvolta il nostro Santo – questo tempo di Carnevale è un tempo di tristezza per me, che vedo diminuite le comunioni della domenica ».

Per riparare i disordini del Carnevale, il Santo ordinò l’esposizione del Santissimo Sacramento, con predica, nei tre ultimi giorni: egli stesso predicava in tale occasione, con tanta unzione e successo, che s’interrompevano tutte le conversazioni e rila­sciava ogni invito, per andare a sentirlo.

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