Dice il Sacro Sposo nei Cantici che la sua sposa gli ha rapito il cuore con uno dei suoi occhi e con uno dei suoi capelli. Fra tutte le parti esterne del corpo non ve n’è alcuna più nobile dell’occhio, né più vile del capello. Lo Sposo divino vuoi farci in­tendere di gradire, non solo le opere grandi delle per­sone devote, ma ancora le piccole ed abbiette. Per ser­virlo dunque a modo suo, bisogna aver molta cura di servirlo bene, tanto nelle cose grandi ed elevate, quanto nelle piccole e vile; mentre, con le une e con le altre, fatte con grande amore, possiamo ugualmente rubargli il cuore.

San Francesco di Sales, Filotea. Parte 3, Cap. 25

 

L’ 11 febbraio 1607, in occasione di un’indulgenza dei ter­ziari francescani ai quali apparteneva, il nostro Santo predicò in Annecy, nella chiesa di S. Francesco. Testo dell’ammirabile suo sermone furono queste dite parole: Vinculum charitatis. Al­ludendo al cordone di S. Francesco d’Assisi, fece vedere Gesù legato, S. Pietro fra i ceppi, S. Paolo incatenato per amore di Gesù Cristo, e tanti e tanti Santi ancora. Indi mostrò al suo uditorio il triplice cordone delle catene del mondo, di noi stessi e di Gesù Cristo, facendo notare che mai saremo liberi dai no­stri ceppi durante la vita, ma solo nell’eternità, dove la libertà dei figliuoli di Dio sarà piena ed eterna.

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