“Bisogna aver buona opinione di coloro che praticano la virtù, quantunque lo facciano imperfetta­mente, poiché gli stessi Santi l’hanno talvolta praticata così. Quanto a noi però dobbiamo aver cura di eserci­tarci in essa, non solo fedelmente, ma ancora prudentemente, seguendo il consiglio del Saggio, di non fon­darci sulla propria prudenza, ma su quella di coloro che Dio ci ha dati per guida”.

San Francesco di Sales, Filotea, Parte 3, Cap. 2.

 

Vi era il costume nella città d’Annecy di mandarsi scam­bievolmente, in principio d’anno, alcuni bigliettini, scritti in oro su raso, coi quali gli uomini sceglievano le loro Valentine, e le donne i loro Valentini che, secondo le leggi di quella società mondana, in tutto il corso dell’anno dovevano condurle ai balli, alle conversazioni e al passeggio. Comprese il nostro Santo quanta occasione di peccato quest’uso porgeva a molti, e il 26 gennaio 1603, con grande zelo, fece un sermone di fuoco contro questo abuso, pregando il popolo di non ricevere né Valentini, né Valentine, che dalla sua mano. Dopo ciò, fece distribuire in tutte le famiglie un gran numero di biglietti portanti il nome dei Santi e delle Sante, che in quell’anno dovevano prendersi per protettori e protettrici, accompagnati ciascuno da una bella sen­tenza, estratta dalla S. Scrittura e dai SS. Padri. Questa inven­zione riuscì felicemente, e quando gli si disse che parecchi liber­tini se ne burlavano, il Santo rispose: «Lasciateli fare, quelli che sono dalla parte nostra sono molto più numerosi di quelli che sono contro di noi. Questi tali hanno motivo di lagnarsi per non avere quest’anno le loro Valentine; ma non avranno neppure luogo per ciò le querele, le gelosie e il libertinaggio autorizzato dalla consuetudine».

Lo stesso giorno, nel 1615, S. Francesco di Sales fece partire la prima colonia delle sue figliuole, per fondare a Lione il secondo Monastero dell’Ordine della Visitazione, e la Santa Madre di Chantal vi si portò in persona, con le Madri Favre, de Châtel e de Blonay .

Fu ancora il 26 gennaio che venne pubblicata, nel 1923, l’En­ciclica Rerum omnium, consacrata da S. S. Pio XI alla glorifi­cazione di S. Francesco di Sales, nel 30 centenario della sua morte. Essa aggiunge un’altra fulgidissima gemma alla splendida aureola del Santo, col nuovo titolo, a lui decretato dal Sommo Pontefice, in tutta la solennità che accompagna le definizioni della S. Sede, e col quale il Vescovo di Ginevra, l’Apostolo dello Chablais, il Patriarca delle Figlie di S. Maria, il Dottore della vera pietà diviene ancora celeste Patrono dei giornalisti e scrit­tori cattolici e perfetto modello proposto alla loro imitazione.

 

 

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