“Per perseverare nella vita devota non oc­corre altro che prefiggersi alcune massime eccellenti e generose. La prima che per voi desidero è quella di S. Paolo: Tutto ridonda in bene a quel che amano Dio; e poiché Iddio può e sa trarre il bene dal male, per chi lo farà Egli, se non per coloro che si son dati e consacrati a Lui, senza riserva? Perfino gli stessi peccati (dai quali Iddio, per sua bontà, ci preservi!) sono dalla Provvidenza ordinati al bene di coloro che servono Dio. Se Davide non avesse peccato, non avrebbe avuto così profonda umiltà !”

San Francesco di Sales, Lett. spirit.

 

Il 18 gennaio 1619 S. Francesco di Sales riannodò in certo modo l’amicizia, da lui contratta nel 1602, con Andrea Duval, decano della Sorbona. Scambievolmente quel grandi uomini si confessarono e si diedero consigli per la condotta del loro spi­rito. Tanta era la stima che concepirono l’uno per l’altro che, parlando del compagno, ciascuno di essi diceva: Non son degno di sciogliere i lacciuoli delle sue scarpe. Quando poi, l’uno o l’altro, riceveva l’abiura di qualche eretico, che insieme avevano istruito, voleva subito cederne tutta la gloria al compagno; il che faceva dire a S. Vincenzo de Paoli : « Ecco come si com­battono le battaglie dei Santi; sempre si umiliano, per esaltare i loro fratelli ».

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