« Considerate in se stesse le pene non pos­sono essere certamente amate, ma considerate nella loro origine, cioè nella Provvidenza e volontà divina che le hanno ordinate, sono infinitamente amabili. Guardate la verga di Mosè: per terra, è uno spaventoso serpente; in mano a Mosè, una bacchetta di meraviglie. Così le tribolazioni, considerate in se stesse sono orribili, ma considerate nella volontà di Dio sono amore e delizia; di modo che o l’amore toglie l’asprezza al travaglio, o ce ne rende amabile il sentimento ».

San Francesco di Sales, Teotimo, Parte 2, Lib. 3, Cap. 2.


Il 17 gennaio S. Francesco di Sales ha fatto parecchie volte l’elogio di S. Antonio Abate, da lui scelto, con altri santi, per protettore del suo deserto interiore. «E’ in questo deserto – diceva egli – che rimango solitario con Dio, in mezzo alla gente e agli affari che mi circondano. E perché sarei io distratto dagli uomini, mentre questo santo eremita non lo era dalle legioni di demoni, che lo assalivano nelle sue orazioni, i quali sanno e possono distrarre il nostro spirito meglio e più di qualunque altra creatura? Saremo senza scusa, se non ci facciamo santi… Sant’ Antonio si è santificato fra i demoni, perché non ci santifiche­remo noi fra gli uomini, i cristiani e le anime a Dio consacrate?»

Una volta, il 17 gennaio, Suor Giovanna Benigna Gojos, re­ligiosa conversa della Visitazione, vide in un’apparizione San Francesco di Sales in gloria. «Il suo capo – essa dice – era circondato di un giro luminoso, nel quale apparivano impressi i nomi delle sue figlie, alcuni come pietre preziose ed altri come stelle splendenti. Lo splendore delle più luminose nulla toglieva alle altre meno splendenti, le quali, anzi, sembravano ricevere da quelle lustro maggiore. Oh! come mi parve perfetta la bel­lezza di quelle numerose figlie, bellezza che si rifletteva sul loro buon Padre, e come immensa la felicità del Padre, vedendo le sue figlie salvate, santificate e glorificate, per mezzo suo! Vidi allora davvero verificato il suo voto paterno, che gliele faceva chiamare: suo manto d’onore, suo gaudio e sua corona ».

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