Mio Dio, perché vivremo noi l’anno venturo, se non per meglio amare la Divina Bontà? O il Signore levi noi dal mondo, o levi il mondo da noi; o Egli ci faccia morire, o ci faccia amare la sua morte più della nostra vita. Quanto desidererei vedervi a Betlemme, vicino alla Madonna! A lei sola conviene maneggiare quel piccolo Bambino, ma la sua carità è tanto grande, da lasciarlo vedere, toccare e baciare a chi vuole; do­mandateglielo, ve lo darà; e avendolo ottenuto, ruba­tegli nascostamente una di quelle goccioline che stillano dai suoi occhi. E’ meraviglioso quanto giovi quel liquore ad ogni sorta di mal di cuore…

San Francesco di Sales, Lett. spirit.

 

Il 27 dicembre 1622 S. Francesco di Sales si confessò, e poi nella chiesa della Visitazione, con fervore straordinario, celebrò la sua ultima Messa e diede la Comunione a tutta la comunità. L’olocausto del suo cuore era stato tutto consumato dal fuoco dell’amor divino e, senza che nessuno lo supponesse, al Vene­rabile Prelato rimanevano solo poche ore di vita! Il giorno in­nanzi, nel terminare il pio trattenimento sull’indifferenza del Bambinello Gesù, erasi raccomandato alle preghiere delle sue figliuole e le aveva lasciate dicendo: “Addio, figlie mie, vi porto tutte nel mio cuore”. Celebrata la sua ultima Messa entrò in clausura, per consolare all’infermeria due malate che non pote­vano scendere al parlatorio; poi confessò la Madre de Blonay, Superiora di quella casa, la quale ebbe l’onore di essere sua ul­tima penitente, com’era stata sua prima figlia spirituale quando il Santo era occupato nella missione dello Chablais. Dopo la con­fessione la trattenne un poco in parlatorio, ed ella, notando qualche alterazione nella di lui fisionomia, gli domandò se si sentisse male; rispose semplicemente: “Tutto si volge in bene per quelli che amano Dio!…” e la benedisse, dicendole: “Ad­dio, mia figlia, vi lascio il mio spirito e il mio cuore”. Buona parte della giornata fu passata in opere di carità e, dopo aver compiuto tante sante azioni, nel pomeriggio ebbe un attacco d’apoplessia che durò più di ventiquattr’ore, lasciandogli fre­quenti intervalli per ricevere 1’Estrema Unzione, sentire ed offrire a Dio il martirio che gli procuravano i medicamenti e far vedere a tutti che, essendo la nostra morte l’eco della no­stra vita, egli moriva della morte dei Santi, dopo aver vissuto la vita dei Santi.

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