Serviamoci bene del tempo, per acquistare la beata eternità. State attorno al Bambino di Betlemme e, baciando i suoi piccoli piedi, pregatelo che sia il vostro Re: imparate da Lui ad essere umile, semplice ed ama­bile. Siate una mistica ape, che non abbandona mai il suo caro, piccolo Re, ma compone il suo miele vicino a Lui, in Lui e per Lui.

San Francesco di Sales, Lett. spirit.

 

Nel 1616 San Francesco di Sales si portò al monastero di Sixt, onde stabilirvi alcuni regolamenti. Ebbe molto a soffrire per le ingiurie della rude stagione, e molto più per quelle delle persone che avrebbero dovuto benedire il suo arrivo, e invece lo scacciarono e caricarono di tanti rimproveri, da obbligarlo a ritirarsi per aspettare l’ora di Dio!… Come l’Angelo dell’Antico Patto, si contentò il Santo di aver mossa quel giorno l’acqua della Piscina, cominciando l’opera di quella riforma, che compì poi tanto felicemente! “Nelle opere di Dio – egli diceva – bisogna affaticarsi alla maniera di Dio, e non alla maniera degli uomini: Dio è paziente, longanime, misericordioso e ci aspetta a penitenza; ma l’uomo è collerico, impetuoso e spesso non ha misericordia che per sè.” Qui è bene notare che, quasi in tutta la vita, il santo Prelato ebbe con sè due persone di molta capa­cità e virtù, ma di umore tanto diverso dal suo, tanto aspro e portato a contrariare, che, per maniera di burla, o con vero risentimento, perpetuamente censuravano tutte le sue azioni e intraprese; gli occorreva praticare con loro virtù veramente ammirabili, onde diceva esser quelli i suoi Angeli tutelari.

In questa circostanza erasi egli portato a Sixt contro il parere di queste persone, le quali non mancarono di canzonarlo sull’inu­tilità del suo viaggio, domandandogli anche, per burla, se avesse avuto voglia di andare a comprar ghiaccio, neve, reuma e fresco in quelle montagne, per paura di non averne abbastanza in Annecy. Senza scomporsi, il Santo rispose: “Vi è buona semente in terra sotto quella neve, e il tempo della raccolta verrà; per ora bisogna vivere tranquilli come i nostri contadini: tutti i loro campi sono coperti di neve che nasconde il loro lavoro; ma con un po’ di pazienza si vedrà liquefatta la neve e la messe potrà raccogliersi”.  Un’altra volta, prevedendo la contradizione che gli sarebbe fatta per un’opera pia che intraprendeva, disse graziosamente alla Madre di Chantal: « Oggi Esaù e Giacobbe si batteranno ben bene nel seno della loro mamma, ma il Padre celeste finirà per benedirli tutti e due ».

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