Accingiamoci alla pratica di certe virtù pro­prio adatte per la nostra piccolezza e che si esercitano più col discendere che col salire; esse sono la pazienza, il sopporto del prossimo, il servire agli altri, l’umiltà, la dolcezza d’animo, l’affabilità, la sofferenza delle proprie imperfezioni e somiglianti piccole virtù. Non dico già che talvolta non sia bene elevarsi per mezzo dell’orazione, però bisogna farlo piano piano.

San Francesco di Sales, Lett. spirit.

Il 14 novembre 1622, San Francesco di Sales giunse a Valenza e subito si portò dalle sue figlie della Visitazione, dove fu molto consolato nel vedere che il nascente Istituto si stabiliva assai bene nella pietà e nell’esattezza alla Regola. Più consolato ancora fu per la conversazione avuta con la signora de La Gamelle, madre della fondatrice di quel monastero, che erasi ritirata in convento come benefattrice, ma aveva un gran desiderio di es­servi religiosa: per la sua grave età di 84 anni, le monache non volevano ammetterla alla Vestizione; ma il santo Fondatore fece loro comprendere che nessuna età è indegna di essere offerta al servizio dell’Eterno; e consolò la buona signora, dicendole di prepararsi, perché al suo ritorno in quella città egli stesso le avrebbe dato l’abito di Novizia, come fece. Quantunque avesse molta fretta, non volle lasciare la città senza visitare la celebre Suor Maria di Valenza, che viveva allora in gran fama di san­tità. Ebbe con lei una lunghissima conferenza, onde venuta la sera i familiari l’obbligarono a ritirarsi; via facendo, uno di essi, tutto stizzito, gli disse: “E’ veramente vergogna, Monsi­gnore, farci trottare per la strada a quest’ora; vi basta incon­trare una borbottatrice di Pater Noster per non pensare ad al­tro!” Il Santo a lui con un dolce sorriso: “Avete detto tutto, Signore? Sappiate che fa sempre grandissimo bene a un pecca­tore, come me, parlare un poco intimamente con una santa sposa di Gesù Cristo, quale io stimo Suor Maria di Valenza; essa dirà un’ Ave Maria per voi e domani, dopo aver dormito bene questa notte, non vi ricorderete più del disappunto di oggi”.

Il 14 novembre 1877, la Sa. Me. di Pio IX, facendo seguito al Rescritto: Quanto Ecclesiae futurus esset decori del 19 luglio precedente, promulgò il magnifico Breve: Dives in misericordia Deus, col quale, dopo aver nuovamente encomiato la dottrina santissima e la vita esemplare di S. Francesco di Sales e averlo denominato, con i suoi Venerabili Predecessori Alessandro VII, Clemente IX e Benedetto XIV, ristoratore della sacra eloquenza, sapientissimo moderatore delle anime e maestro insigne della vera pietà, lo addita a tutti esempio fulgidissimo di virtù e di vita apostolica e gli conferma solennemente il titolo di Dottore della Chiesa universale.

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