Non vi meravigliate mai delle distrazioni ed aridità che sono effetti della parte sensitiva ed irragionevole, della quale non potete disporre libe­ramente. Per questo male non è bene lasciare la santa Comunione, perché nessuno potrà meglio racco­gliere il vostro spirito come il suo Re ; nessuna cosa potrà riscaldarlo quanto il suo Sole; niente potrà meglio addolcirlo come il suo balsamo. Non c’è ri­medio: abbiamo rinunciato alle consolazioni del mondo, dobbiamo rinunciare ancora a quelle dello spirito, perché Dio così vuole, e per Iddio dobbiamo vivere e morire.

San Francesco di Sales, Lett. spirit.

Il giorno 11 Novembre 1622 S. Francesco di Sales celebrò la Messa di S. Martino alle sue care figlie della Visitazione di Belley. Persone degne di fede assicurarono averlo veduto all’al­tare mentre celebrava tutto circondato di splendore, tanto che sembrava loro trovarsi piuttosto in Paradiso, che nella povera cappellina del monastero. Entrando nel parlatorio il santo Ve­scovo disse di trovarsi immerso nella gioia, in vedere le sue colombine tanto poveramente alloggiate. All’ uscire di chiesa, dopo la Messa, incontrò la signora De Roi che conduceva una sua figliuolina di cinque o sei anni. Di proprio moto il Santo si avvicinò loro, accarrezzò la bambina, e quantunque non l’avesse mai vista, la chiamò per nome (la madre ne fu stupita) e facen­dole coi pollice una croce sulla fronte, rivolto alla madre disse. “Sapete quel che faccio? Segno la piccola Maria, perché un giorno sia una figlia della Visitazione di Santa Maria, e allora sarà la mia buona e cara figlia Maria”.

Queste parole ebbero pieno avveramento nella vita di quell’ anima innocente: da quella benedizione, la bambina crebbe ogni giorno in virtù ed ansiosamente aspettò l’ora per entrare fra le religiose di Santa Maria, dove divenne la vera figlia del santo Fondatore, com’ egli le aveva predetto.

Mentre viveva il nostro Santo le anime pie erano come tanti girasoli, che cercavano godersi lo splendore di questo Sole di Paradiso. Una signora di Saint Rambert, la vita e la virtù della quale erano del tutto straordinarie, sentendo che il santo Vescovo trovavasi a Belley, vi si portò espressamente per prendere i suoi consigli circa le grazie interne che riceveva da Dio approvò egli che entrasse nel monastero e la trattenne tre o quattr’ore di seguito in parlatorio, parlando sempre ad alta voce perché la signora era sorda, senza tema d’incomodarsi, quantunque si sentisse già molto male. D’altra parte, era sua frase ordinaria il dire: “Cosa importa che io sia incomodato, purché accomodi qualche cosa, per consolazione e utilità del prossimo?” Uscendo da quel colloquio, disse alla Superiora: “Ho parlato con un’anima che possiede il perfetto candore della Visitazione; è un’ anima favorita dal Cielo.” E la buona signora, da parte sua, ripeteva:  “Non saprei credere, no, che egli fosse un uomo; è un angelo che Dio mi ha mandato!”

Prima di lasciare le sue figliuole, il Santo le confessò e comunicò tutte: poi si trattenne con ognuna in particolare, spe­cialmente con la buona conversa, Suor Claudia Sempliciana Fardel. Grazioso ed edificante è il loro colloquio: appena lo vide, la buona figliuola dette in un pianto dirotto; il Santo volle sa­perne il motivo ed essa, con l’ordinaria sua semplicità, rispose: “E’, Monsignore, che voi morrete quest’ anno”. – “Che dite, mia cara figlia Sempliciana – replicò il Vescovo – guardandola con volto ilare e dolcissimo – morrò quest’anno?…” –  “Si, Monsignore – riprese la suora – ma io vi prego di domandare a Dio e alla Madonna che questo non avvenga”. –  “Ah! figlia mia – replicò il santo Vescovo – non mi pregate di questo, perchè non lo farò mai”. La buona figlia allora: “Ma io, io pregherò tanto il Signore e la Madonna di differire, per qualche anno, a prendervi, lasciandovi per consolazione delle vostre povere figlie, per il completo stabilimento dell’Istituto e per il bene di tutta la Chiesa”. Con grandissimo affetto il Santo le replicò allora: “Guardatevi bene, mia cara figlia Sempliciana, dal fare questa domanda al Signore… ve ne prego davvero… E che, mia cara figlia, non sareste contenta che io andassi a riposarmi? Son diventato tanto pesante e abbattuto, le mie povere gambe a mala pena mi sostengono!… Non vi affliggete, del resto, per la mia morte, farete bene lo stesso, senza di me; avete le Costi­tuzioni dell’Ordine che notano tutto minutamente, vi lascio la nostra Madre di Chantal che basterà a tutto… e poi, figlia mia, non bisogna confidare negli uomini mortali, ma nel Dio vivente, che dà a tutti con abbondanza ogni cosa necessaria: non chi semina e irriga fa nascere e fruttificare le piante, ma solo Dio che ne benedice le fatiche e le rende proficue”.

Si potrebbe fare più lunga enumerazione delle predizioni che il Santo fece in ordine alla vicina sua morte, ma tanto basta per dimostrare come Dio lo favorisse, pure in questo, dei suoi lumi divini (1).

(1) Vita di Suor Claudia Simpliciana Fardel.

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