Più volte al giorno, ma specialmente la mat­tina e la sera, vedete un poco se l’anima vostra è nelle vostre mani, o se qualche passione, o turbamento ve l’avesse rapita. Considerate se avete il cuore impegnato in qualche affetto sregolato di amore, di odio, di cupi­digia, d’invidia, di timore, di noia, di piacere, ecc. e, se mai si fosse smarrito, riconducetelo alla presenza di Dio, sottomettendo i vostri desideri ed affetti all’ubbi­dienza e guida della divina Volontà; perché, come coloro che temendo perdere una gioia preziosa la tengono stretta in mano, così noi dobbiamo tener custodita la preziosa perla dell’anima nostra.

S. Francesco di Sales, Filotea, Parte 4, Cap. 11.

Il 21 ottobre 1619, al seguito di S. A. R. Cristina di Francia, che aveva sposato il Serenissimo Principe di Piemonte Vittorio Amedeo, S. Francesco di Sales passò a Grenoble e potè assi­stere alla benedizione della prima pietra del quarto Monastero dell’Istituto della Visitazione, fondato in quella città. Era ac­compagnato da molti Prelati, e Monsignor Alfonso de la Croix, Coadiutore del Vescovo di Grenoble, gli aveva riserbato l’onore di benedire, come fondatore, la prima pietra di quella costru­zione. Con umiltà e modestia, il santo Prelato ricusò, dicendo esser per lui troppo onore e piacere servire come assistente del Vescovo ufficiante. Fu quindi grande ammirazione per tutta l’as­semblea vedere, durante la cerimonia, il santo Vescovo di Gine­vra, fondatore della Visitazione, tenersi con maestosa riverenza, ma con tanta umiltà da parere un semplice chierico. Monsignor de la Croix lo invitò a predicare e, siccome non rifiutava mai al prossimo la parola di Dio, in una breve e santa esortazione, con commovente linguaggio, parlò al popolo della necessità che tutti abbiamo di affaticarci nella costruzione spirituale e mate­riale della casa di Dio.

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