La vita presente è cosparsa di dolorose vicis­situdini; ma in quali occasioni possiamo produrre gli atti della invariabile unione del nostro cuore con la Volontà di Dio, della mortificazione del nostro amor proprio, dell’amore alla nostra abbiezione, insomma della nostra propria crocifissione, se non in questi aspri e dolorosi incontri?… Spesso vi ho intimato lo spogliamento di tutte le creature, per rivestirvi di Gesù Cristo Crocifisso; e mentre è Dio che con queste oc­casioni vuol mettere a nudo il vostro cuore, non è rigore, è dolcezza: abbiate dunque coraggio, poichè il Signore non ci caricherà oltre le nostre forze, ma por­terà la croce con noi, quando vedrà che vi sottoponiamo volentieri le spalle.

S. Francesco di Sales, Lett. Spirit.

Il 18 ottobre 1593 S. Francesco di Sales ottenne dal Duca Carlo Emanuele la grazia di un salvacondotto per i signori de Brotty, Joli e Desprez, tre eretici più ostinati dello Chablais, rifugiati a Berna per sottrarsi all’indignazione del Principe. Poiché più di tutti avevano sempre contrariato e disprezzato il loro Apostolo, furono essi molto sorpresi dell’eroica carità e bontà sua verso di loro e si portarono subito da lui per ringraziarlo; in questa visita gli mostrarono, per caso, l’empio Trattato com­posto dall’eresiarca Beza sul libro di Giosuè; nell’aprirlo il Santo lesse subito la blasfema asserzione dell’autore, il quale osa spacciare che Calvino merita, dopo Dio, la gloria di aver trovato per primo l’invenzione della Cena. Tanta impudenza lo accese di santo ardore e improvvisò un eccellente discorso sulla verità cattolica: molto stupiti, i tre gentiluomini montarono immediatamente a cavallo e si portarono dal Ministro La Faye, grande amico di Beza, per fargli osservare la cosa: il Ministro ne fu confuso; confessò che in quel punto l’autore aveva sba­gliato, che il signor di Sales con ragione lo riprovava e che veramente nella Chiesa romana si poteva ottenere la propria salvezza. Questa dichiarazione penetrò intimamente l’anima di quei signori che, rimontati a cavallo, tornarono da Francesco, il quale provò loro e sostenne con forti argomenti che non vi è salvezza fuori della Chiesa di Dio, della Chiesa cattolica, apo­stolica, romana. La grazia del Signore operava intanto poten­temente sul cuore di quei tre fortunati, che si lasciarono vin­cere dalla verità e, dopo parecchie domande e risposte, tutti e tre si convertirono e abiurarono l’eresia fra le mani del Santo. Francesco li presentò al Duca di Savoia, che li accolse con pa­terna bontà: in seguito essi perseverarono sempre nel bene, e insieme alle rispettive famiglie, furono veri esemplari di pietà e di religione.

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