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A Roma, grande Fiaccolata in onore dell’Immacolata

presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Gerhard Ludwig Müller

8 dicembre 2017, ore 19:00

GRANDE FIACCOLATA « aux flambeaux » sulla Via del Corso, davanti al Pantheon e fino a piazza della Minerva

Ore 19:00 partenza dalla chiesa di Gesù e Maria al Corso (Via del Corso, 45)

Ore 20:00 arrivo alla Basilica di Santa Maria sopra Minerva

Conclusione con la Solenne Benedizione Eucaristica

***

Fotografie della processione dell’8 dicembre dell’anno scorso, presieduta da S.E.R. Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia:

Predica di SER Mons. Schneider nella cappella di San Giuseppe, ospedale di Livorno

La fede cattolica: un dono inestimabile

«Sii fedele fino alla morte ed Io ti darò la corona della vita» (Apoc. 2,10). Queste parole di Nostro Signore rappresentano un santo compito per ogni cristiano. Per il fedele, questo significa mantenere la fede, infusa nell’anima per il Dio Uno e Trino, in tutta la sua integrità, purezza e bellezza senza alterarla. «La parola Credo vuol dire: io tengo per verissimo tutto quello che in questi dodici articoli si contiene: e credo più fermamente queste cose, che se le vedessi cogli occhi miei, perché le ha rivelate Iddio, che non può ingannarsi, né ingannare, alla santa Chiesa cattolica e per mezzo di essa le rivela anche a noi.» (S. Pio X, Catechismo maggiore).

San Tommaso d’Aquino dice: «Nell’assentire alla fede, l’uomo si eleva al di sopra della sua natura» (Somma teologica, II-II, q. 6, a. 1 c). Il principio della fede non sta in noi per mezzo della natura, ma è un dono soprannaturale di Dio. Coloro, che non appartengono alla Chiesa di Cristo non hanno la fede soprannaturale (cf. II Concilio de Orange, can. 5).

Solamente la fede cattolica possiede integralmente la fede divina. Il beato John Henry Newman affermò: «La Chiesa cattolica è vostra unica opportunità di trovare la pace e la tranquillità in questo mondo agitato e mutevole. Dimenticate il cattolicesimo, e in una terribile, però inevitabile successione aprirete la porta al protestantesimo, al panteismo e al scetticismo nella vostra vita. O cuori inquieti e intelletti cavillosi, che cercate un vangelo più salutifero del Redentore e una creazione più perfetta del Creatore!» (Discorsi sulla fede, 13). E san Tommaso d’Aquino dice “il peccato dell’incredulità è maggiore di qualche altro peccato morale» (Somma teologica, II-II, q. 10, a. 3 c). 

Sempre si avrà un combattimento inesorabile tra il mondo e la fede, come lo segnalò il beato John Henry Newman: “Quale è la religione del mondo oggi? Il mondo ha adottato la parte più positiva del Vangelo: il suo annunzio di consolazione, i suoi precetti d’amore; invece tutti gli aspetti più seri e profondi della condizione e del futuro dell’uomo sono stati dimenticati. Questa è la religione naturale, e Satana ha saputo molto bene camuffarla e trasformandola in un idolo. Tutto è diventato gioioso e ottimista. La religione è comoda e piacevole. La benevolenza è la maggiore delle virtù, mentre lo zelo per la fede è considerato come uno dei maggiori peccati. La stessa fermezza della fede si vede con ostilità e sospetto. Dall’altro lato si approva ogni forma di libertinaggio. … In ultima analisi si tratta di un insegnamento solo parzialmente evangelico, costruito sopra i cimenti mondani che si fanno passare per il Vangelo, eliminando tutta una parte del Vangelo, il suo carattere austero, considerando sufficiente essere benevolo e cortese. Tutto questo si fa senza il vero timore di Dio, senza un zelo ardente per l’onore di Dio, senza una profonda avversione al peccato, senza sentire indignazione e dolore dinanzi alle blasfemie degli eretici. In breve: una tale religione è senza serietà, dove non si è né freddi, né caldi, ma tiepidi. La Santa Chiesa di Dio è e sarà sempre disprezzata dal mondo, pur mantenendo la sua influenza nel mondo» (Parochial sermons, I, 24).

La salvezza dell’anima trascende tutta la realtà temporale e terrena, come ha detto il beato John Henry Newman: La Chiesa “considera questo mondo e tutto ciò che egli contiene, una semplice ombra, polvere e ceneri in paragone con il valore di una sola anima”. Per la Chiesa vale più salvare l’anima di un bandito di fare diverse opere nell’ambito temporale e sociale (cf. Certain difficulties felt by Anglicans in catholic teaching, II, 8).

Il beato John Henry Newman ha già avvertito sulla confusione tra la verità e la menzogna, operata tramite un falso ecumenismo: «Mai la Santa Chiesa aveva avuto tanto bisogno di combattenti che contrastino lo spirito del liberalismo religioso. Il liberalismo religioso è la dottrina secondo la quale non c’è verità certa in materia di religione, ma che un credo vale tanto quanto un altro. Dicono che la religione cattolica non è la verità, ma un mero sentimento e un gusto. Dicono che la devozione non si deve appoggiare necessariamente sulla fede e che uno può andare sia in una chiesa protestante che in una Chiesa cattolica. Si può fraternizzare nelle idee e nel sentire spirituale senza avere dottrina in comune né vedere la necessità delle dottrine certe.» (Discorso del Biglietto, 12 magio 1879).

Il beato John Henry Newman pronunziò profeticamente le seguenti parole già nel secolo diciannovesimo: «Non c’è dubbio che esiste oggi una coalizione del male che sta organizzando il suo esercito in tutto il mondo, e circonda la Chiesa come una rete, preparando il terreno per una apostasia generale. Dio non voglia che siamo così ingenui da cadere nella trappola che ci stanno preparando» (Discussions and arguments on various subjects, 2).

San Giovanni Maria Vianney, il curato di Ars diceva: “Chi non ha la fede ha l’anima ben più cieca di coloro che non hanno occhi. Viviamo in questo mondo come avvolti nella nebbia; ma la fede è il vento che dilegua la nebbia e che fa splendere sulla nostra anima un bel sole. Quando non si ha fede, si è ciechi. Chi non vede, non conosce; chi non conosce, non ama; chi non ama Dio, ama se stesso e i piaceri della vita. Egli lega il suo cuore a cose che passano come una nube di fumo. Quando diciamo: “Mio Dio, io credo, credo fermamente, vale a dire senza il minimo dubbio, senza la minima esitazione…” oh! Se ci lasciassimo inondare da queste parole: “Credo fermamente che tu sei presente ovunque, che tu mi vedi, che il tuo sguardo è su di me che un giorno ti vedrò chiaramente di persona, che godrò di tutti i beni che mi hai promesso! Mio Dio, spero che mi ricompenserai di tutto ciò che avrò fatto per esserti gradito! Mio Dio, ti amo! E’ per amare te che ho un cuore!” oh! Basterebbe questo atto di fede, che è al tempo stesso anche un atto d’amore!”

G.K. Chesterton, uno dei più grandi apologeti cattolici del nostro tempo, formulò questa verità: “La Chiesa cattolica è l’unica che salva l’uomo dalla degradante servitù di essere un figlio del suo tempo.» (The Catholic Church and conversion).

La fede cattolica, e in concreto la fede cattolica pura e integra, è il più grande tesoro che Dio ci ha depositato nell’anima nel momento del battesimo. Immediatamente prima del battesimo ci hanno fatto queste domande: “Cosa tu domandi alla Chiesa? (Quid petis ab Ecclesia?)”; e nostri padrini hanno risposto, o noi stessi se eravamo adulti, con queste due parole decisive: “La fede (fidem)”. Questa fede significa la fede cattolica, pura e integra. E la seguente domanda era: “Cosa ti dà la fede?». Anche questa volta la risposta era molto breve, decisiva e insuperabile: “La vita eterna (vitam aeternam)”. E nostro Signore dice a ciascuno di noi: «Sii fedele fino alla morte e Io ti darò la corona della vita» (Apoc. 2,10). Amen.

Conferenza di SER. Mons. Schneider

Il significato straordinario del messaggio profetico di Fatima

L’ineffabile sapienza e misericordia della provvidenza Divina dona ad ogni epoca della storia umana e della storia della Chiesa quelli mezzi d’aiuto, che sono più necessari per sanare le piaghe spirituali e salvare gli uomini da grandi disastri spirituali e materiali. Di solito Dio interviene nei momenti più critici della storia umana e sacra per mezzo delle profezie autentiche che sono esaminate e accettate dalla Chiesa. Tali interventi divini sono avvenuti nel corso della storia della Chiesa e avverranno fino alla fine dei tempi.

Il Magistero della Chiesa dice nel Catechismo della Chiesa Cattolica: “L’economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c’è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo. Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli. Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate « private », alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di « migliorare » o di « completare » la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa.” (n. 66-67).

Le apparizioni, avvenute a Fatima nel 1917, possono essere considerate come uno dei esempi più eminenti dei doni e carismi profetici nella storia della Chiesa. Dio ha mandato la Sua Madre Immacolata a Fatima nel 1917, e la santa Madre di Dio ha fatto risuonare i suoi urgenti appelli materni in vista dei gravi pericoli spirituali, nei quali si trovava l’intera famiglia umana all’inizio del ventesimo secolo. Le avvertenze della Santa Vergine si sono rivelate come veramente profetiche, alla vista dello stato inaudito dell’incredulità, dell’ateismo e di una rivolta diretta contro Dio e Suoi comandamenti nei nostri giorni. Durante il ventesimo secolo, la vita privata e pubblica erano caratterizzate come una vita senza Dio e contro Dio, particolarmente per mezzo delle dittature ateiste della Massoneria (per esempio quella in Messico negli anni venti), del nazionalsocialismo di Hitler Germania, del comunismo sovietico (nei paesi dell’ex Unione Sovietica) e del comunismo Maoista in China.

All’inizio del ventunesimo secolo si è scatenata la guerra contro Dio e Cristo e contro i comandamenti Divini al livello quasi globale particolarmente per mezzo dell’attacco blasfemo contro la creazione Divina dell’essere umano come maschio e femmina usando per questo scopo la dittatura dell’ideologia del gender e della legittimazione pubblica di ogni specie di degradazione sessuale.

Nel ventesimo secolo è stata la Russia comunista lo strumento più potente e di ampia portata nella diffusione dell’ateismo della guerra contro Cristo e la Sua Chiesa. Questo attacco è stato esplicito e frontale. Per mezzo della Rivoluzione Bolscevica di ottobre 1917, Satana cominciò ad usare il più grande paese del mondo e la più grande nazione cristiana dell’Est per lottare apertamente contro Cristo e Sua Chiesa. Il 13 di luglio 1917 quando la Vergine Maria parlò sul pericolo imminente, quale costituirà la Russia nella diffusione dei suoi errori nel mondo intero, nessuno poteva immaginare lo scenario realmente apocalittico della persecuzione della Chiesa e della propaganda dell’ateismo, che la Russia avrebbe iniziato alcuni mesi più tardi, verso la fine dell’ottobre 1917. Con ciò le apparizioni in Fatima hanno dimostrato il loro carattere straordinariamente profetico.

Come rimedio principale contro l’ateismo teorico e pratico, nel quale è sprofondata l’umanità nell’attuale epoca della storia, la Beata Vergine Maria ha indicato la preghiera del Santo Rosario, il culto e la devozione al suo Cuore Immacolato con la pratica dei primi cinque sabati e la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato, consacrazione che avrebbe dovuto essere fatta dal Papa in unione con l’intero episcopato.

Il disprezzo dei comandamenti di Dio significa empietà e l’empietà conduce alla dannazione eterna di molte anime. Nel suo messaggio in Fatima la Madre di Dio ha indicato i peccati contro la castità e il disprezzo per la santità del matrimonio come la causa più frequente della dannazione eterna delle anime. La Vergine Maria diceva a Santa Giacinta che “i peccati che portano più anime all’inferno sono i peccati della carne e che saranno introdotte certe mode che molto offenderanno Nostro Signore. Quelli che servono Dio non dovrebbero seguire queste mode. La Chiesa non ha mode: Nostro Signore è sempre lo stesso”. Inoltre, la Madonna ha detto che “molti matrimoni non sono buoni; che non gli piacciono e non sono di Dio”. San Giovanni Maria Vianney, il curato di Ars, parlava nei suoi sermoni in modo simile: “Quanto poco è conosciuta la purezza nel mondo; quanto poco noi la apprezziamo; quanto poco ci sforziamo di preservarla; quanto poco zelo abbiamo nel chiederla da Dio, poiché non possiamo averla da noi stessi. La purezza è sconosciuta a quei notori e incalliti libertini che si abbandono alle loro depravazioni. In quale stato sarà una tale anima quando apparirà davanti a Dio? Purezza! O Dio, quante anime trascina questo peccato nell’inferno!”

Il carattere profetico delle parole della Madonna si è reso talmente evidente ai nostri giorni dal momento che persino nella vita di alcune chiese particolari i peccati della carne e le unioni adulterine sono nella pratica approvati per mezzo della cosiddetta “pastorale” dell’ammissione alla santa Comunione di quelle persone divorziate che intenzionalmente continuano ad avere rapporti sessuali con una persona che non è il loro legittimo coniuge. Una tale pseudo-pastorale sarà responsabile per la condanna eterna di molte anime, poiché incoraggia gli uomini a continuare a peccare offendendo Dio e con ciò disprezzando Suoi comandamenti. La Beata Vergine Maria disse a Santa Giacinta: “Se gli uomini sapessero ciò che è l’eternità, farebbero di tutto per cambiare la loro vita. Gli uomini si perdono, perché non pensano alla morte di Gesù e non fanno penitenza”.

La Madre di Dio è venuta a Fatima principalmente per fare un urgente appello materno per salvare le anime dalla condanna eterna. Ella ha mostrato perciò ai bambini la realtà indicibilmente orrenda dell’inferno. Allo stesso tempo ella ha indicato la via della penitenza come l’unica via per evitare l’inferno. Questa via della penitenza ha una duplice dimensione: 1) atti di penitenza come mezzo per cessare di peccare d’ora in avanti e 2) atti di riparazione per i propri peccati e riparazione vicaria per i peccatori in vista della loro conversione. Nella terza parte del secreto di Fatima Dio ci dà la seguente immagine sconvolgente con l’invito di pare penitenza: “Abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza!”.

La Chiesa ai nostri giorni deve di nuovo proclamare con vigore la verità Divina sulla realtà della condanna eterna e sull’inferno per salvare le anime immortali che altrimenti si potranno perdere per tutta l’eternità. L’esistenza di un inferno eterno è una verità della fede definita nei documenti del Magistero. La Madonna di Fatima ha considerata questa verità talmente importante e pastoralmente efficiente, che ha mostrato ai piccoli bambini l’inferno. Suor Lucia racconta: “Questa visione è durata solamente un attimo, grazie alla nostra buona Madre Celeste, che nella sua prima apparizione aveva promesso di portarci in paradiso. Senza questa promessa, credo che saremmo morti di terrore e spavento” La Madonna ha poi detto ai bambini: “Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato”.

Suor Lucia continua a raccontare poi: “Giacinta continuava seduta sul suo sasso, pensierosa, e domandò: – Quella Signora disse pure che vanno molte anime all’inferno! L’inferno non finisce mai. E neanche il paradiso. Chi va in paradiso non esce più di là. E neppure chi va all’inferno. Non capisci che sono eterni, che non finiscono mai? Facemmo, allora, per la prima volta, la meditazione sull’inferno e sull’eternità. Quel che impressionò di più Giacinta, fu l’eternità” (Suor Lucia, Memorie, 45-46).  Giacinta, poco prima che morisse ha detto: “Se gli uomini sapessero ciò che è l’eternità, farebbero tutto possibile per cambiare la loro vita. Mortificazione e sacrifici piacciono molto al nostro Divino Signore.”

L’esempio di Santa Giacinta, mostrato nella seguente citazione, dovrebbe commuoverci profondamente, e in primo luogo ogni sacerdote e ogni fedele, spingendo loro alle concrete parole e azioni: “La visione dell’inferno le aveva causato tanto orrore, che tutte le penitenze e mortificazioni le sembravano un nulla, per riuscire a liberare di là alcune anime.” Giacinta con frequenza si sedeva per terra o su qualche masso e, pensierosa, cominciava a dire: “L’inferno! L’inferno! Come mi fanno pena le anime che vanno all’inferno!” Rivolgendosi a me e a Francesco diceva: “Francesco! Francesco! Non stai a pregare con me? Bisogna pregare molto per liberare le anime dall’inferno. Tante vanno laggiù, tante!”. Altre volte domandava: «Ma come mai la Madonna non fa vedere l’inferno ai peccatori? Se loro lo vedessero, non peccherebbero più per non andarci. Di’ un po’ a quella Signora che faccia vedere l’inferno a tutta quella gente (si riferiva a quelli che si trovavano a Cova da Iria, al momento dell’apparizione. Vedrai come si convertono”. Qualche volta domandava pure: – Ma che peccati saranno quelli che questa gente fa per andare all’inferno? – Non saprei. Forse il peccato di non andare a messa la domenica, di rubare, di dire parolacce, di augurare il male, di giurare… Come mi fanno pena i peccatori! Se potessi fargli vedere l’inferno! Improvvisamente a volte si stringeva a me e diceva: – Io vado in cielo, ma tu rimani quaggiù. Se la Madonna ti lascia, di’ a tutti com’è l’inferno, perché non facciano più peccati e non vadano più laggiù. Altre volte, dopo essere stata un po’ a pensare, diceva: – Tanta gente che va all’inferno! Tanta gente all’inferno! – Non aver paura, tu vai in cielo! – le dicevo per tranquillizzarla. – Io, sì, ci vado – diceva con calma – ma io vorrei che tutta quella gente ci andassero anche loro.”

Un significato particolarmente importante del messaggio di Fatima consiste nel ricordare la Chiesa e gli uomini del nostro tempo della realtà del peccato e delle sue catastrofiche e deleterie conseguenze. Perché il peccato possiede intrinsecamente una tale gravità e tragedia? Perché il peccato offende Dio, offende la Sua infinita maestà, e la Sua infinitamente santa e saggia volontà. Questo è precisamente la causa dell’inconcepibile malizia del peccato. La Madonna diceva ai bambini in Fatima: “Gli uomini si devono pentire dei loro peccati, emendare la loro vita e chiedere perdono per i loro peccati. Loro non devono offendere il Signore che è già troppo offeso”. Suor Lucia scrisse: “La parte dell’ultima apparizione che più ha colpito il mio cuore è la richiesta della nostra Madre celeste di non offendere più Dio che è già troppo offeso.” La Madonna ha detto a Suor Lucia: “Il buon Dio si lascia placare, ma si lamenta dolorosamente del numero limitatissimo di anime in grazia, disposte a rinunciare a tutto ciò che l’osservanza della Sua legge da loro esige.” È conosciuta un’affermazione di Papa Pio XII, dove dice: “Il peccato più grande nel mondo d’oggi consiste forse nel fatto che gli uomini hanno cominciato a perdere il senso del peccato”. (Radio messaggio ai partecipanti del “National Catechetical Congress of the United States in Boston”, 26 ottobre 1946). Uno dei principali appelli del messaggio di Fatima e dell’esempio commovente di San Francesco e di Santa Giacinta può essere espresso nella seguente domanda: “Sto correndo verso l’eternità. Sono veramente pronto ad apparire davanti al tribunale di Dio? Sono nello stato di peccato?”

Essendo il peccato, e in primo luogo il peccato mortale, il più grande disastro spirituale, uno dei principali compiti pastorali della Chiesa consiste nel ammonire gli uomini contro il pericolo del peccato, nel predicare sulla gravità reale del peccato, nel condurre ad una penitenza autentica per la grazia di Dio, nel salvare i peccatori dalla morte eterna per mezzo delle preghiere di intercessione e atti riparazione vicaria. I ministri della Chiesa non dovrebbero mai minimizzare il peccato, non dovrebbero mai parlare in modo ambiguo su ciò che è peccato, non dovrebbero mai né esplicitamente né implicitamente confermare un peccatore nel suo stile di vita peccaminoso, come per esempio nel caso dei divorziati detti “risposati”. Un tale atteggiamento sarebbe veramente anti-pastorale e paragonabile ad una madre la quale vedendo suo figlio che corre verso un precipizio, gli parlasse in modo ambiguo. In fatti, un tale atteggiamento non sarebbe un atteggiamento da madre, ma piuttosto da matrigna. Di conseguenza, quei chierici, che non di rado, oggi confermano i divorziati detti “risposati” a continuare nella pratica dell’adulterio, si comportano come matrigne. La nuova cosiddetta pastorale della misericordia nei confronti dei divorziati “risposati”, propagata persino da intere Conferenze episcopali, è ultimamente crudele, un “metodo-matrigna” nei confronti dei peccatori. L’atteggiamento commovente di San Francesco e di Santa Giacinta verso il peccato e i peccatori, riempie di vergogna un tale metodo anti-pastorale, il quale si sta propagando ai nostri giorni sotto la maschera della misericordia.

La realtà del peccato esige necessariamente penitenza e riparazione. Ciò appartiene anche alle parti centrali del messaggio dato dalla Madre di Dio a Fatima per il nostro tempo. Già nel 1916 l’Angelo parlava ai bambini nello stesso spirito, nel quale parlerà la Madonna nel 1917. L’Angelo diceva ai bambini: “Offrite senza interruzione preghiere e sacrifici all’Altissimo. In tutto ciò in cui vi è possibile offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati da cui è offeso, e in atto di supplica per la conversione dei peccatori. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi invierà.” Il 13 di luglio di 1917 la Madonna ha detto: “Continuate a venire qui. A Ottobre dirò chi sono, quel che voglio e farò un miracolo che tutti possano vedere per credere. Sacrificatevi per i peccatori, e dite spesso, specialmente facendo qualche sacrificio: O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria”.

Dobbiamo lasciarci commuovere e ispirare dall’esempio dei bambini di Fatima per crescere nello spirito d’espiazione e di riparazione per i peccati. I bambini soffrivano sete, però non c’era nemmeno una goccia d’acqua vicino a quel luogo. Invece di lamentarsi Giacinta di sette anni sembrava essere felice. “Come è buono” diceva lei. “Ho sete, ma offro tutto per la conversione dei peccatori.” Lucia, la più grande dei tre bambini, si sentiva responsabile di prendersi cura dei suoi cugini, e così andò ad una casa vicina per chiedere un po’ d’acqua. Suor Lucia racconta: “Diedi la brocca d’acqua a Francesco, e gli dissi che bevesse. “Non voglio bere”, rispose il ragazzo di nove anni; “Voglio soffrire per i peccatori.” – “Bevi tu, Giacinta”. – “Anch’io voglio offrire un sacrificio per i peccatori”. Versai, allora, l’acqua nella fossetta di una roccia, per farla bere alle pecore, e andai a restituire la brocca alla padrona. Il caldo diventava sempre più intenso. Le cicale e i grilli univano il loro canto a quello delle rane del pantano vicino e facevano uno schiamazzo insopportabile. Giacinta, indebolita dalla fiacchezza e dalla sete, mi disse, con quella semplicità che le era naturale: – Dì ai grilli e alle rane che stiano zitti! Mi fa tanto male la testa! Allora, Francesco le chiese: – Non vuoi soffrire questo per i peccatori? La povera bambina, stringendo la testa fra le manine, rispose: – Sì, lo voglio, lasciali cantare”.

Commentando l’esempio di Francesco e di Giacinta Suor Lucia diceva: “Molte persone, pensando che la parola penitenza implichi grandi austerità, e sentendo che non hanno la forza per grandi sacrifici, diventano scoraggiati e continuano una vita di tiepidezza e di peccato.”  Suor Lucia racconta ciò che Nostro Signore le ha spiegato: “Il sacrificio richiesto di ogni persona consiste nell’adempimento dei propri obblighi di vita e nell’osservanza della Mia legge. Questa è la penitenza che Io adesso cerco e chiedo.”

Le apparizioni e i messaggi della Madonna di Fatima non possono essere adeguatamente compresi senza considerare le apparizioni dell’Angelo ai tre bambini nel 1916. Ambedue le apparizioni hanno un mutuo intrinseco rapporto. Le parole dell’Angelo preparano il messaggio centrale della Madonna in Fatima: “In tutto ciò in cui vi è possibile offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati da cui è offeso, e in atto di supplica per la conversione dei peccatori.” Però, il significato più importante della apparizioni dell’Angelo consiste nel suo messaggio che riguarda il mistero Eucaristico del Corpo e del Sangue di Gesù. Già in 1916 l’Angelo parlava che Cristo è “orribilmente oltraggiato” in questo mistero. Quasi nessuno nella Chiesa di quell’epoca poteva immaginare quali orribili oltraggi a Cristo nel sacramento dell’Eucaristia saranno perpetrati ad un livello così spaventoso e così ampiamente diffuso persino in mezzo alla vita della Chiesa, come accade ai nostri giorni principalmente a causa della pratica di dare la santa Comunione sulla mano e allo stesso tempo a causa di un’ammissione indiscriminata dei peccatori impenitenti e persino dei non-cattolici alla santa Comunione. Mai nella storia il sacramento Eucaristico è stato oggetto di tali orrendi sacrilegi da parte del clero e dei fedeli come accade ai nostri giorni. Ancora una volta le apparizioni in Fatima rivelano in modo impressionante il loro carattere altamente profetico.

La Chiesa oggi può imparare dal significato profetico delle apparizioni di Fatima l’intrinseca e inseparabile connessione tra la venerazione della Santissima Eucaristia e la devozione alla Beata Vergine Maria, specificamente al suo Cuore Immacolato. La diffusione della devozione al Cuore Immacolato deve essere connessa simultaneamente con un vero rinnovamento del culto Eucaristico. Concretamente parlando: deve essere connessa con la restaurazione del culto anche esterno della sacralità e della riverenza nella celebrazione della Santa Messa, particolarmente concernente il rito e la disciplina della ricezione della santa Comunione. Soltanto quando il regno di Cristo, il Re Eucaristico, sarà di nuovo ristabilito in tutto il suo splendore in tutto il mondo cattolico, arriverà il regno e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Il regno del Cuore Immacolato è intrinsecamente Eucaristico e questo è un prerequisito per una vera pace nel mondo.

Uno dei più grandi devoti della Madonna di Fatima e uno dei più zelanti promotori del suo culto è stato il pio e coraggioso laico brasiliano Dr. Plinio Correia De Oliveira. Già nel 1944 egli ha presentato in un modo profondo e perspicace l’attualità delle apparizioni di Fatima, un’evocazione pienamente applicabile all’attuale situazione storica: “Si riunirono i tecnici – che assieme ai banchieri, oggi, sono i re della terra – “et convenerunt in unum adversus Dominum”. Costruirono una pace senza Cristo, contro Cristo. Il mondo affondò ancora di più nel peccato, nonostante l’ammonimento della Madonna. A Fatima i miracoli si moltiplicarono per decine, per centinaia, per migliaia. Eccoli, noti a tutti, a disposizione di qualsiasi medico di ogni razza ed ogni religione. Le conversioni non si contarono più. Tuttavia, Fatima non era ascoltata da nessuno. Alcuni la mettevano in dubbio senza studiarla, altri la negavano senza prenderla in esame. Altri ancora ci credevano senza osarlo dire. La voce di Nostra Signora non fu udita e più di venti anni passarono. Un bel giorno, strani segni vennero dal Cielo, un’aurora boreale di cui diedero notizia tutte le agenzie del mondo. Dal profondo del suo convento, Lucia scrisse al vescovo: era il segno che la guerra stava per arrivare. Ed in arrivò la guerra. Eccola lì. Oggi ci si preoccupa nuovamente di “riorganizzare il mondo”, agli sgoccioli di questa lotta già potenzialmente vinta. “Si vocem eius hodie audieritis, nolite obdurare corda vestra” – Se oggi sentite la sua voce, non indurite il vostro cuore”, dice la Sacra Scrittura. Elencando la festa della Madonna di Fatima fra le festività liturgiche, la Santa Chiesa proclama la perennità del messaggio dato al mondo attraverso i tre pastorelli. Nel giorno della sua festa, ancora una volta la voce di Fatima giunge a noi: “Non indurite i vostri cuori”. E così avrete trovato la strada della vera pace.”  (Legionario, São Paulo, 14 maggio 1944).

Suor Lucia ha considerato il nostro tempo come vicino agli ultimi tempi, e ciò per tre ragioni, come ha spiegato a Padre Augustin Fuentes durante un’intervista il 26 dicembre 1957. Vale la pena citare le sue parole: “La prima ragione è che Ella mi ha detto che il diavolo è in procinto di ingaggiare una battaglia decisiva contro la Vergine. E questa battaglia decisiva è lo scontro finale, da cui una parte uscirà vittoriosa e l’altra sconfitta. Dobbiamo scegliere sin da ora da che parte stare, se con Dio o con il diavolo. Non c’è altra possibilità. La seconda ragione è che Ella ha detto a me ed ai miei cugini, che il Signore aveva deciso di dare al mondo gli ultimi due rimedi contro il male, che sono il Santo Rosario e la Devozione al Cuore Immacolato di Maria. Questi sono gli ultimi due rimedi possibili, il che significa che non ce ne saranno altri. La terza ragione è che, nei piani della Divina Provvidenza, quando Dio è costretto a punire il mondo, prima di farlo cerca di correggerlo con tutti gli altri rimedi possibili. Ora, quando vede che il mondo non presta alcuna attenzione ai Suoi messaggi allora, come diciamo nel nostro linguaggio imperfetto, Egli ci offre “con un certo timore” l’ultima possibilità di salvezza, l’intervento della Sua Santissima Madre. Lo fa “con un certo timore” perché, se anche quest’ultima risorsa non avesse successo, non potremmo più sperare in nessun tipo di perdono dal Cielo, giacché ci saremmo macchiati di quello che il Vangelo definisce un peccato contro lo Spirito Santo. Questo peccato consiste nell’aperto rifiuto, pienamente consapevole e volontario, della possibilità di salvezza che ci viene offerta. Non dimentichiamo che Gesù Cristo è un Figlio molto buono e non ci permetterà di offendere e disprezzare la Sua Santissima Madre. La secolare storia della Chiesa conserva le testimonianze dei terribili castighi inflitti a quanti osarono attaccare l’onore della Sua Santissima Madre, dimostrando quanto il Nostro Signore Gesù Cristo abbia sempre difeso l’Onore di Sua Madre. I due strumenti che ci sono stati dati per salvare il mondo sono la preghiera e il sacrificio». «Vede, Padre», continua Suor Lucia nell’intervista, «la Santissima Vergine ha voluto dare, in questi ultimi tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia, che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o specialmente spirituale, nella vita privata di ognuno di noi o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario, ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime. Infine, la devozione al Cuore Immacolato di Maria, Nostra Madre Santissima, consiste nel considerarLa quale sede della clemenza, della bontà e del perdono e come la via sicura attraverso la quale entreremo in Paradiso.”

Possa la Chiesa ai nostri giorni ascoltare ciò che lo Spirito le dice (Ap 2, 11) per mezzo delle parole dell’Angelo di Fatima, per mezzo dell’eroico esempio di vita del Beato Francesco e della Beata Giacinta e in primo luogo per mezzo delle parole della Madonna, la Madre di Dio, la nostra Madre e la Madre spirituale di tutta l’umanità. L’attualità di Fatima consiste nel preparare la Chiesa dei nostri giorni ad un’impavida confessione della fede Cattolica e persino al martirio, come possiamo vedere nella terza parte del segreto di Fatima. Tuttavia, Fatima rimane un vero e profetico segno di speranza, perché la Madonna ha promesso un tempo di pace e il trionfo del Suo Cuore Immacolato.

Il significato profetico del messaggio di Fatima nel suo insieme comprende le apparizioni dell’Angelo, le parole e l’eroico esempio di vita dei tre pastorelli e soprattutto le esortazioni materne della Beata Maria Vergine stessa. Nella preghiera con la quale Papa Giovanni Paolo II ha consacrato il 24 marzo 1984 il mondo al Cuore Immacolato di Maria, egli ha lasciato alla Chiesa e all’umanità del nostro tempo la seguente ardente supplica, nella quale vengono riassunto i temi più importanti del significato profetico del messaggio di Fatima: «Oh, Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli stessi uomini d’oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla nostra contemporaneità! Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci! Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci! Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci! Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! Liberaci! Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo, l’infinita potenza dell’Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!».

+ Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Maria Santissima in Astana, Kazakistan

Predica di SER Mons. Schneider il 7 ottobre 2017

Festa della Madonna del sacratissimo Rosario, 7 ottobre 2017.

In questo Santuario della Madonna delle Grazie abbiamo oggi la gioia di celebrare la festa della Beata Vergine Maria, Regina del sacratissimo Rosario. La nostra Madre celeste si rivelò come mediatrice delle grazie in modo particolare per mezzo del dono della preghiera del santo rosario. Possiamo ammirare nel mondo, ai primi posti fra i Santuari più celebri, le tre splendide Basiliche del SS. Rosario di Lourdes, Fatima e Pompei, a cui accorrono folle pressoché senza numero, oranti con la corona benedetta fra le mani.

Il Santo Rosario è «il compendio di tutto il Vangelo», diceva il Papa Pio XII; è il più bel riassunto della storia della salvezza. Santa Teresa del Bambino Gesù ci assicura che «col Rosario si può ottenere tutto», e aggiunge la più bella spiegazione: «Secondo una graziosa immagine, esso è una lunga catena che lega il cielo alla terra; una delle estremità è nelle nostre mani e l’altra in quelle della Santa Vergine. Il Rosario sale come incenso ai piedi dell’Onnipotente. Maria lo rinvia subito come una benefica rugiada, che viene a rigenerare i cuori».

Da San Domenico ai nostri giorni, infatti, tutta la storia della santità ci dimostra che la corona benedetta del Santo Rosario è un eccellente strumento di grazia, un mezzo efficacissimo di elevazione spirituale, un alimento prezioso della vita interiore, è la «scala di Giacobbe», diceva il Beato Annibale Di Francia, «per la quale salgono le nostre preghiere, e discendono le grazie». E tutti possiamo salire questa «scala» di grazie.

Il Rosario è stato un dono di Maria. È stato il suo Vangelo, la sua Eucaristia, il suo Breviario, messo fra le mani di tutti, grandi e piccoli, dotti e non dotti. S. Carlo Borromeo chiamava il Rosario: «devozione divinissima» inculcata a tutti; San Vincenzo de’ Paoli lo chiamava il «Breviario dei laici», il Card. Schuster il «Salterio del popolo».

Nel Rosario la Madonna ci ha donato tutta se stessa. La sua vita, le sue opere, i suoi privilegi, tutta la sua grazia e i suoi meriti sono contenuti in quei quindici quadri evangelici offerti alla nostra contemplazione e svolti armoniosamente sul ritmo soave delle Ave Maria.” (Stefano Manelli, Il santo Rosario e i Santi). San Pio da Pietrelcina pregava per ore intere con il Rosario fra le mani presso l’altare del SS. Sacramento, contemplando la sua soave Madonna delle Grazie. Il Rosario recitato davanti al SS. Sacramento fa guadagnare l’indulgenza plenaria. È questo un dono di grazia particolare di cui Gesù ha voluto impreziosire la regina delle preghiere mariane.

Sembra indubitabile, che oggi la Madonna vuole servirsi proprio del Rosario per salvarci e inondarci di grazie. Non a caso Maria Santissima volle presentarsi a Fatima con il titolo speciale di «Regina del sacratissimo Rosario». Si vede che al Santo Rosario Ella ha legato le cose più importanti per la nostra epoca. Padre Pio da Pietrelcina, a chi gli chiedeva perché egli recitasse tanti Rosari ogni giorno, rispose: «Se la Vergine Santa l’ha sempre caldamente raccomandato dovunque è apparsa, non ti pare che ci debba essere un motivo speciale?». E Suor Lucia di Fatima ci assicura che in questo mondo travagliato «se tutti recitassero il Rosario ogni giorno, la Madonna otterrebbe miracoli».

Un’altra immagine del Rosario come «corda» di salvezza. Questa è la verità sempre attuale della parola onnipotente di Dio: «Essa ti schiaccerà il capo» (Gn 3,15). Con la corona del Rosario fra le mani non potremo che vincere contro le potenze demoniache, contro le passioni, contro i pericoli di ogni genere, contro tutte le tentazioni che ci assalgono in ogni tempo e luogo.

A san Pio da Pietrelcina una volta fu detto: «Padre, oggi dicono che il Rosario ha fatto il suo tempo… In tante chiese non si recita più». Padre Pio rispose: «Satana mira sempre a distruggere questa preghiera, ma non ci riuscirà mai: è la preghiera di Colei che trionfa su tutto e su tutti. È Lei che ce l’ha insegnata, come Gesù ci ha insegnato il Pater noster». Recitare il Santo Rosario è come accogliere la Madonna in noi, facendola entrare e dimorare nella nostra povera anima. Dovremmo essere tutti così puri e ardenti come l’apostolo vergine, prediletto di Gesù, S. Giovanni Evangelista, che «accolse Maria in casa sua» (Gv 19,27).

San Luigi Maria Grignion de Montfort diceva: “La fede è l’unica chiave che ci apre la comprensione dei misteri di Gesù e di Maria espressi dal santo Rosario; perciò all’inizio occorre recitare il Credo con grande attenzione e devozione, poiché più viva e forte è la nostra fede e più il Rosario sarà valido. E questa fede deve essere ardita ed animata dalla carità: in altre parole, per ben recitare il Rosario bisogna essere in grazia di Dio o per lo meno decisi di riacquistarla. Nella recita del Rosario non c’è alcuna necessità, di gusti o di consolazioni, di slanci o sospiri, di lacrime; neppure si richiede una continua applicazione dell’immaginazione: bastano la fede e la retta intenzione. E’ sufficiente la sola fede! Sola fides sufficit! (Inno Pange lingua).” (Il segreto ammirabile del santo Rosario per convertirsi e salvarsi).

Il Rosario con la meditazione della vita e della passione di Nostro Signore è graditissimo a Gesù e alla Vergine Maria ed è molto efficace per ottenere ogni grazia; perciò lo possiamo, recitare per noi stessi o per coloro che a noi si raccomandano o anche per tutta la Chiesa. Ricorriamo, dunque, alla devozione del Rosario in ogni nostra necessità ed otterremo senza dubbio quanto avremo chiesto a Dio in ordine alla nostra salvezza.

Nessun’anima potrebbe rimanere fredda o incredula quando medita nel cuore e pronuncia con le labbra le parole e i misteri del Santo Rosario. Poiché non appena le mano stanca tocca i grani della corona del Rosario, la mente angosciata, il cuore affaticato per le preoccupazioni e l’intelletto affaticato troveranno la tranquillità, forza e rinfrescamento nelle gioie, dolori e glorie del Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo per mezzo della Sua e nostra Santissima Madre Maria.

Diciamo con fede e fiducia alla Madonna in questo Santuario oggi e tutti i giorni della nostra vita: Aiutaci, o Maria, tu lo puoi, perché sei la Madre di Dio, e tu lo devi poiché sei la nostra Madre. Amen.

 

Pellegrinaggio a Fatima, 1° – 5 novembre 2017

Presieduto da S.E.R. il Cardinal Burke, Cardinalis Patronus del Sovrano Ordine di Malta

Quattro gruppi di pellegrini: Bergamo, Firenze, Livorno, Roma

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Programma dettagliato

 

GRUPPO IN PARTENZA DA LIVORNO – PISA: 31 ottobre – 4 novembre

 

Martedì 31 ottobre:

Viaggio di andata. A Lisbona, trasferimento in pullman verso Fatima.

ore 13.30: a Fatima, pranzo in albergo e sistemazione.

ore 16.00: Rosario nella Cappellina delle Apparizioni. Tempo libero, devozioni personali.

ore 18.00: Messa nella cappella dell’albergo.

ore 20.00: Cena e notte in albergo.

 

Mercoledì 1° novembre: Festa di Ognissanti

ore 8.30: prima colazione. Tempo libero per le devozioni.

ore 11.00: Messa in albergo. Confessioni durante la Messa.

ore 12.30: pranzo in albergo.

Pomeriggio: Col trenino gita ad Aljustrel, paese dei pastorelli Jacinta, Francesco e Lucia, con la visita delle loro case. Nel cortile della casa di Lucia si vede il pozzo dove ebbe la seconda apparizione dell’Angelo del Portogallo, nell’estate del 1916. Anche qui Giacinta ebbe la visione del Santo Padre che piangeva e pregava in ginocchio in una grande casa. Visita dei luoghi dove sono stati battezzati i pastorelli.

ore 18.00: Messa nella cappella dell’albergo per la Solennità di Ognissanti. Confessioni durante la Messa.

ore 20.00: Cena e notte in albergo.

Giovedì 2 novembre: Fedeli defunti          

Colazione.

ore 9.00: Gita ad Alcobaça e Nazaré. Durante la gita, pranzo libero (non compreso nella quota del pellegrinaggio).

ore 17.30: Ritorno in albergo.

ore 18.30: Cena in albergo.

20.00: Messa solenne per i Fedeli Defunti, celebrata da Monsignor Gilles Wach, priore generale dell’Istituto di Cristo Re, nella Basilica di Nostra Signora del Santo Rosario, la Basilica storica, dove si trovano le tombe dei Santi Francesco e Giacinta e di suor Lucia.

ore 21.30: Rosario e fiaccolata nel piazzale del santuario.  

Notte in albergo.

Venerdì 3 novembre:

Colazione.

ore 10.00: Santa Messa Pontificale celebrata da Sua Eminenza Rev.ssa il Cardinal BURKE nella Basilica della Santissima Trinità.

Pranzo in albergo.

Pomeriggio: Via Crucis lungo la Via Sacra. Era il cammino che i pastorelli percorrevano tutti i giorni dalla Cova d’Iria ad Aljustrel. Si passa al Valinhos, il luogo dove avvenne la quarta apparizione della Madonna, il 19 agosto 1917. La via Crucis si termina sul luogo della prima e della terza apparizione dell’Angelo, al Cabeço.

Conferenza di Sua Emin. Rev.ssima il Cardinal Burke.

Cena in albergo.

ore 21.30 : Rosario e fiaccolata nel piazzale del santuario.      Notte in albergo.

Sabato 4 novembre:

ore 8.00: Messa.

Colazione.

ore 10.00: partenza del pullman per l’aeroporto di Lisbona. Pranzo a sacco (non compreso nella quota del pellegrinaggio).

Viaggio di ritorno a Livorno.

 

GRUPPO IN PARTENZA DA BERGAMO ORIO AL SERIO:

Mercoledì 1° novembre, Festa di Ognissanti, giorno di precetto:

Viaggio di andata. Da Lisbona, trasferimento in pullman a Fatima. Sistemazione in albergo.

ore 17.00: Preghiera davanti alla Cappellina delle Apparizioni. Devozioni personali.

ore 18.00: Messa nella cappella dell’albergo per la Solennità di Ognissanti. Confessioni durante la Messa.

ore 20.00: Cena e notte in albergo.

Giovedì 2 novembre: Fedeli defunti

Colazione.

ore 9.00: Gita ad Alcobaça e Nazaré. Durante la gita, pranzo libero (non compreso nella quota).

ore 17.30: Ritorno in albergo.

ore 18.30: Cena in albergo.

20h: Messa solenne per i Fedeli Defunti, celebrata da Monsignor Gilles Wach, priore generale dell’Istituto di Cristo Re, nella Basilica di Nostra Signora del Santo Rosario, la Basilica storica, dove si trovano le tombe dei Santi Francesco e Giacinta e di suor Lucia.

ore 21.30: Rosario e fiaccolata nel piazzale del santuario.      Notte in albergo.

Venerdì 3 novembre:

Colazione.

ore 10.00: Santa Messa Pontificale celebrata da Sua Eminenza Rev.ssa il Cardinal BURKE nella Basilica della Santissima Trinità.

Pranzo in albergo.

Pomeriggio: Via Crucis lungo la Via Sacra. Era il cammino che i pastorelli percorrevano tutti i giorni dalla Cova d’Iria ad Aljustrel. Si passa al Valinhos, il luogo dove avvenne la quarta apparizione della Madonna, il 19 agosto 1917. La via Crucis si termina sul luogo della prima e della terza apparizione dell’Angelo, al Cabeço.

Conferenza di Sua Emin. Rev.ssima il Cardinal Burke.

Cena in albergo.

ore 21.30 : Rosario e fiaccolata nel piazzale del santuario.      Notte in albergo.

Sabato 4 novembre:

ore 8.00: Messa.

Colazione.           Tempo libero, devozioni personali.

ore 12.30: Pranzo in albergo.

Pomeriggio: Col trenino gita ad Aljustrel, paese dei pastorelli Jacinta, Francesco e Lucia, con la visita delle loro case. Nel cortile della casa di Lucia si vede il pozzo dove ebbe la seconda apparizione dell’Angelo del Portogallo, nell’estate del 1916. Anche qui Giacinta ebbe la visione del Santo Padre che piangeva e pregava in ginocchio in una grande casa. Visita dei luoghi dove sono stati battezzati i pastorelli.

ore 20.00: Cena in albergo. Devozioni personali.

Notte in albergo.

Domenica 5 novembre: 22a domenica dopo la Pentecoste

ore 7.30: Messa nella cappella dell’albergo. Colazione. Ultimo saluto alla Madonna e canto della Salve Regina.

ore 10.00: partenza del pullman per l’aeroporto di Lisbona. Pranzo a sacco.

Viaggio di ritorno a Bergamo.

 

GRUPPO IN PARTENZA DA FIRENZE:

 

Mercoledì 1° novembre, Festa di Ognissanti, giorno di precetto:

Questo gruppo arriverà a Fatima in serata, quindi i pellegrini di questo gruppo devono organizzarsi per assistere alla Santa Messa la mattina del 1° novembre, prima della partenza.

Viaggio di andata. All’arrivo a Lisbona, trasferimento in pullman a Fatima. Sistemazione in albergo.

ore 21.30: Cena. Preghiera nella cappella delle Apparizioni. Notte in albergo.

Giovedì 2 novembre: Fedeli defunti  

Colazione.

ore 9.00: Gita ad Alcobaça e Nazaré. Durante la gita, pranzo libero (non compreso nella quota).

ore 17.30: Ritorno in albergo e cena alle ore 18.30.

20h: Messa solenne per i Fedeli Defunti, celebrata da Monsignor Gilles Wach, priore generale dell’Istituto di Cristo Re, nella Basilica di Nostra Signora del Santo Rosario, la Basilica storica, dove si trovano le tombe dei Santi Francesco e Giacinta e di suor Lucia.

ore 21.30: Rosario e fiaccolata nel piazzale del santuario.  

Notte in albergo.

Venerdì 3 novembre:

Colazione.

ore 10.00: Santa Messa Pontificale celebrata da Sua Eminenza Rev.ssa il Cardinal BURKE nella Basilica della Santissima Trinità.

Pranzo in albergo.

Pomeriggio: Via Crucis lungo la Via Sacra. Era il cammino che i pastorelli percorrevano tutti i giorni dalla Cova d’Iria ad Aljustrel. Si passa al Valinhos, il luogo dove avvenne la quarta apparizione della Madonna, il 19 agosto 1917. La via Crucis si termina sul luogo della prima e della terza apparizione dell’Angelo, al Cabeço.

Conferenza di Sua Emin. Rev.ssima il Cardinal Burke.

Cena in albergo.

ore 21.30 : Rosario e fiaccolata nel piazzale del santuario.      Notte in albergo.

Sabato 4 novembre:

ore 8.00: Messa.

Colazione.

Tempo libero, devozioni personali.

ore 12.30: Pranzo in albergo.

Pomeriggio: Col trenino gita ad Aljustrel, paese dei pastorelli Jacinta, Francesco e Lucia, con la visita delle loro case. Nel cortile della casa di Lucia si vede il pozzo dove ebbe la seconda apparizione dell’Angelo del Portogallo, nell’estate del 1916. Anche qui Giacinta ebbe la visione del Santo Padre che piangeva e pregava in ginocchio in una grande casa. Visita dei luoghi dove sono stati battezzati i pastorelli.

ore 20.00: Cena in albergo. Devozioni personali.

Notte in albergo.

Domenica 5 novembre: 22a domenica dopo la Pentecoste

ore 7.30: Messa nella cappella dell’albergo. Colazione.

Ultimo saluto alla Madonna e canto della Salve Regina.

ore 10.00: partenza del pullman per l’aeroporto di Lisbona. Pranzo a sacco (non compreso nella quota del pellegrinaggio).

Viaggio di ritorno verso Firenze.

 

GRUPPO IN PARTENZA DA ROMA:

Mercoledì 1° novembre, Festa di Ognissanti, giorno di precetto:

Viaggio di andata.

All’arrivo a Lisbona, pranzo a sacco. Trasferimento in pullman a Fatima. Sistemazione in albergo.

ore 17.00: Preghiera davanti alla Cappellina delle Apparizioni. Devozioni personali.

ore 18.00: Messa nella cappella dell’albergo per la Solennità di Ognissanti. Confessioni durante la Messa.

ore 20.00: Cena e notte in albergo.

Giovedì 2 novembre: Fedeli defunti

Colazione.

ore 9.00: Gita ad Alcobaça e Nazaré. Durante la gita, pranzo libero (non compreso nella quota).

ore 17.30: Ritorno in albergo e cena in albergo alle ore 18.30.

20h: Messa solenne per i Fedeli Defunti, celebrata da Monsignor Gilles Wach, priore generale dell’Istituto di Cristo Re, nella Basilica di Nostra Signora del Santo Rosario, la Basilica storica, dove si trovano le tombe dei Santi Francesco e Giacinta e di suor Lucia.

ore 21.30: Rosario e fiaccolata nel piazzale del santuario.  

Notte in albergo.

Venerdì 3 novembre:

Colazione.

ore 10.00: Santa Messa Pontificale celebrata da Sua Eminenza Rev.ssa il Cardinal BURKE nella Basilica della Santissima Trinità.

Pranzo in albergo.

Pomeriggio: Via Crucis lungo la Via Sacra. Era il cammino che i pastorelli percorrevano tutti i giorni dalla Cova d’Iria ad Aljustrel. Si passa al Valinhos, il luogo dove avvenne la quarta apparizione della Madonna, il 19 agosto 1917. La via Crucis si termina sul luogo della prima e della terza apparizione dell’Angelo, al Cabeço.

Conferenza di Sua Emin. Rev.ssima il Cardinal Burke.

Cena in albergo.

ore 21.30 : Rosario e fiaccolata nel piazzale del santuario.      Notte in albergo.

Sabato 4 novembre:

ore 8.00: Messa.

Colazione.           Tempo libero, devozioni personali.

ore 12.30: Pranzo in albergo.

Pomeriggio: Col trenino gita ad Aljustrel, paese dei pastorelli Jacinta, Francesco e Lucia, con la visita delle loro case. Nel cortile della casa di Lucia si vede il pozzo dove ebbe la seconda apparizione dell’Angelo del Portogallo, nell’estate del 1916. Anche qui Giacinta ebbe la visione del Santo Padre che piangeva e pregava in ginocchio in una grande casa. Visita dei luoghi dove sono stati battezzati i pastorelli.

ore 20.00: Cena in albergo. Devozioni personali.

Notte in albergo.

Domenica 5 novembre: 22a domenica dopo la Pentecoste

ore 7.30: Messa nella cappella dell’albergo. Colazione. Ultimo saluto alla Madonna e canto della Salve Regina.

ore 10.00: partenza del pullman per l’aeroporto di Lisbona. Pranzo a sacco.

Viaggio di ritorno a Roma Fiumicino.

 

Fine del Pellegrinaggio

Nostra Signora di Fatima, prega per noi!

 

5 giorni/4 notti

La quota totale versata per l’iscrizione a questo pellegrinaggio include: viaggio andata e ritorno; trasferimento in pullman in Italia e in Portogallo; 4 notti in camera singola, doppia o tripla secondo richiesta, in pensione completa in albergo 3 ***; tutte le tasse del viaggio e del pernottamento.

Le quote non includono: caffè e bevande extra; pranzo durante la gita ad Alcobaça e Nazaré; pranzo a sacco durante il viaggio di andata e di ritorno; mance ed extra in genere; tutto quanto non indicato a « le quote includono ».

 

Documenti in corso di validità necessari per viaggiare:

carta d’identità valida per l’espatrio o passaporto.

 

Saranno valide solo le iscrizioni accompagnate dal modulo d’iscrizione compilato e dal versamento della caparra. Caparra all’atto dell’iscrizione: 50% della quota del viaggio. Il saldo sarà da versare entro il 10 settembre 2017. Dopo il 10 settembre scade l’iscrizione se non è versato il saldo.

I versamenti possono essere effettuati tramite bonifico intestato a «Opera del Sacro Cuore dell’ICRSS» Banca Nazionale del Lavoro, Livorno. Codice IBAN: IT61P0100513900000000002770. Precisare il causale «Pellegrinaggio Fatima».

Condizioni di annullamento:

In caso di annullamento, saranno trattenute le spese seguenti:

  • Fino a 45 giorni dalla partenza: 250€.
  • Da 45 giorni a 20 giorni dalla partenza: 80 % della quota del viaggio.
  • Da 19 giorni al giorno della partenza: 100 % della quota del viaggio.

 

E-mail, cliccare su: italiafatima@icrsp.org

Gruppo Facebook, cliccare su: Pellegrinaggi con l’Istituto di Cristo Re

Giornate per le Famiglie, Acceglio (Cuneo) – dal 3 al 7 agosto 2017

Iscrizioni aperte fino al 30 giugno

Presentazione:

Le Giornate per le famiglie vengono organizzate nella Casa San Giovani Bosco, ad ACCEGLIO, provincia di Cuneo (Piemonte).

Le Giornate per le famiglie sono aperte a tutte le famiglie, genitori e figli piccoli o grandi, che vogliono trascorrere alcuni giorni di riposo, di preghiera e di riflessione con altre famiglie desiderose di creare legami forti di amicizia nello scopo di perfezionare il loro ruolo di genitori, basato sui principi dell’educazione cristiana, mettendo come primo obiettivo la crescita intellettuale, morale e spirituale dei loro figli.

Il tema di quest’anno è: L’arte di educare se stesso, l’arte di educare i propri figli secondo la legge di Dio. Il crollo della famiglia porta con se il crollo della società.

La montagna favorisce la meditazione. I bambini sono affidati alle Suore, e i più grandi sono con gli animatori o le animatrici (giochi, escursioni, visite, formazione spirituale). Per i genitori sono previsti diverse conferenze e momenti di riflessione.

L’assistenza spirituale è curata da sacerdoti dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote.

Le famiglie sono ospitate in una casa dell’Istituto in montagna. Si trova ad Acceglio, l’ultimo comune dell’Alta Valle Maira (provincia di Cuneo), in mezzo ai grandiosi scenari panoramici delle Alpi Occidentali (Cozie meridionali). Cf foto sul sito alla pagina dei campi dell’anno 2016: http://www.icrss.it/2016/04/05/campi-estivi/

Programma

Quando arrivare?

Inizio: giovedì 3 agosto alle ore 18. Ritrovo, sistemazione, cena.

Fine: lunedì 7 agosto dopo pranzo.

E’ possibile arrivare prima del 3 agosto per trascorrere una vacanza in montagna: dalla domenica 30 luglio, una santa Messa verrà celebrata alle ore 18. E’ possibile arrivare il 4 agosto, entro le ore 12.

E’ possibile rimanere dopo il 7 agosto, ma bisogna segnalarlo entro il 20 giugno.

Orari delle Giornate per le Famiglie

8.00: prima colazione (Genitori e figli).

8.45: Laudi in cappella e meditazione silenziosa (Genitori)

Attività per i ragazzi con le Suore, gli animatori e le animatrici.

10.00: conferenza spirituale (Genitori).

11.30: Santa Messa (Genitori)

13.00: pranzo (Genitori e figli) (sarà presente un cuoco)

Tempo libero, lettura spirituale, confessioni, domande ai sacerdoti.

Attività spirituali per i ragazzi (sono previsti un concorso di catechismo e la preparazione di una recita…)

17.00: conferenza spirituale (Genitori)

18.00 – 19.00: adorazione del Santissimo Sacramento (per i Genitori che lo desiderano)

19.00: recita del Santo Rosario (Genitori e figli)

20.00 cena (Genitori e figli)

22.00: compieta in cappella (Genitori e figli)

Silenzio – riposo

Partecipazione economica e offerte all’Istituto:

Viene consigliata un’offerta di 20€ al giorno per adulto, e comprende vitto e alloggio. Nessuna famiglia deve però rinunciare ad iscriversi per ragioni economiche: per i figli l’offerta è minore. Le famiglie che lo desiderano o che vogliono pernottare più giorni possono chiedere informazioni. 

Iscrizione: entro il 30 giugno p.v. (entro il 20 giugno per chi desidera prolungare il soggiorno)

Per iscriversi o per informazioni:

Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote: e-mail:  italia@icrsp.org 

Pagina facebook: Istituto di Cristo Re – Provincia d’Italia: https://www.facebook.com/icrss.italia/

Campi estivi nelle Alpi – estate 2017

Come ogni anno, l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote organizza per i prossimi mesi di luglio e agosto due campi estivi, che si concludono con le GIORNATE delle FAMIGLIE (aperte ai genitori con i loro figli).

Queste attività estive si svolgono in una casa dell’Istituto in montagna, nelle Alpi piemontesi. Si trova ad Acceglio, l’ultimo comune dell’Alta Valle Maira (provincia di Cuneo), il cui confine con la Francia è segnato da una fitta rete di sentieri che attraversano grandiosi scenari panoramici in uno degli angoli più suggestivi e frequentati dagli escursionisti delle Alpi Occidentali.

– per i ragazzi dai 8 ai 18 anni: Campo estivo Santo Francesco di Fatima – Acceglio, dal 11 al 21 luglio 2017.

– per le ragazze dai 9 ai 18 anni: Campo estivo Santa Giacinta di Fatima – Acceglio – dal 24 luglio al 3 agosto 2017

– Giornate per le Famiglie: Acceglio – dal 3 al 7 agosto 2017:  Cliccare qui per il programma

I campi estivi per i ragazzi e le ragazze: Presentazione

Scopo delle nostre gite è far conoscere ai ragazzi il loro patrimonio culturale e religioso, e sviluppare nelle loro facoltà il senso del bello attraverso le diverse attività. Le giornate trascorreranno tra giochi, escursioni, visite, riposo e preghiera. L’assistenza spirituale è curata da sacerdoti appartenenti all’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote. Il canonico Luzuy cura anche la direzione dei campi. Per il campo dei ragazzi, collaborano alcuni seminaristi di Gricigliano e dei giovani volontari. Le attività e la vita di preghiera saranno adattate all’età dei partecipanti. Durante la permanenza, i ragazzi svolgeranno attività per imparare ad assumersi alcune responsabilità.   Per il campo delle ragazze, collaborano le Suore Adoratrici con le animatrici; le ragazze vengono seguite in gruppi di età diverse. Le Suore insegnano anche diverse attività artistiche adatte all’età delle ragazze.

Quota di partecipazione ai campi estivi per ragazzi: in media, 190€ a persona

Per informazioni, programma dettagliato e iscrizioni: scrivere a italia@icrsp.org

01 AcceglioFacciata principale02 Acceglio

facciata principale e casa alpina03 Acceglio - Copia

casa alpina04 Acceglio

panorama dalla terrazza05 Acceglio

terreno di calcio 06 Acceglio campo

pausa durante i preparitivi del campo07 Acceglio pranzo

camera da letto08 Acceglio camera

un villaggio della Valle Maira17 Acceglio

il fiume Maira22 Acceglio maira

dintorniAcceglio 09-ChiapperaOLYMPUS DIGITAL CAMERA